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Il sole

Il sole.

Il sole è caldo.

Lo senti sulla pelle, lo senti attraverso i vestiti. Ti fermi un attimo, respiri, a bocca aperta, profondamente.

Il sole ti impedisce anche la visone, accecandoti. A poco serve la mano tesa sopra la fronte. Oggi picchia veramente duro. Chissà come mi è presa la voglia di andare a Solata? Da San Leolino potevo andare alla fraschetta e scendere giù verso Le Mura e da li decidere se girare verso Tontenano o verso il Fornello, ma no, mi son detto: “Vado a Solata” e così ho fatto.

il sole

Giunto a Poggio al Fattore potevo scendere verso Ristolli e risalire il borro di Solata fino alla strada da Cennina, ma ho preferito andare lungo costa, seguendo la vecchia strada Romana fino al cimitero di Cennina. E una strada molto panoramica, anche quella coperta da alberi e rovi. Si incontrano corbezzoli stupendi. A volte i grossi massi laterali sono scavati in rivoli e buche che rendono unica e bellissima la loro conformazione superficiale, apprezzata anche dalle lucertole e dalle serpi che loro si, si godono il sole di questa torrida giornata.

Anche i tafani sono felici oggi

Un grosso mammifero sta transitando nella loro area di caccia.

il sole

Mi seguono, mi precedono, posandosi ogni tanto sulla mia pelle, sulla mia maglia, tra i miei capelli. Specialmente se mi fermo, mi sono subito addosso.

I tafani sono protetti, non possiamo schiacciarli, come sarebbe facile dopo che hanno punto e succhiano estasiati il tuo sangue. Allora non li devi far posare, li dei scacciare, devi camminare veloce, perché ti rincorrano involo ma non si buttino sulla preda.

il sole

E sudi, sudi così tanto che altri tafani arrivano famelici. Maledici ancora l’idea di andare a Solata.

Come ho potuto pensarlo.

Intanto raggiungo il bivio.

Devo decidermi salita fino a Solata o discesa fino a Tontenano?

Ci penso. Non troppo .

Giù a valle verso casa.

Giancarlo

Firenze

Firenze

Sono stato a Firenze.

Non mi ricordo quando, ne con chi fossi, ne perché.

Ero li, vicino al muso del porcellino a pensare in Inglese. Non che io sappia bene quella lingua, come dicono, da sognarci la notte. Però pensavo “porc”, mentre vedevo quel muso bronzeo e lucido in cima, di fronte a me.

Wild porc is called il cinghialone. Pensavo Inglese.

A dire il vero, forse non pensavo altro che “porc”, quella parola i rigirava in mente quasi come un ritornello.

Chissà se avevo bevuto? No, era anche troppo caldo per bere.

Forse il sole? No! Non c’era più il sole, oltretutto ero stato agli Uffizi tutto il pomeriggio. Poi, una volta uscito, ero passato sotto la loggia dei Lanzi, girando almeno tre volte intorno al ratto delle sabine. Affascinato. Impaurito probabilmente da Perseo, con in mano la testa di Medusa sanguinante, ero fuggito, via, via, lontano.

firenze

Avrei voluto raggiungere Ponte Vecchio, lì ci sarebbe stato qualcuno, ad aiutarmi.

Forse.

 

Allora a corsa giù per la strada, fino alla loggia del Mercato Nuovo.

Poi nulla. Finché non piove. Piove? Non è possibile. No!

No, è la fontana, l’acqua esce dalla bocca , sotto il muso lustro del porcellino. Porc, mi viene in mente. Wild porc, is called it.

Non c’è modo di pensare di più ne in Inglese, ne in Italiano.

Non riesco più a guardare, queste statue bellissime, sono nauseato. Sento i primi conti, rigurgito tutto e metto la testa sotto l’acqua che scorre e mi raffredda la testa. Mi sento meglio, libero, leggero.
Il porcellino mi guarda furbesco. MI scruta, si domanda chi sia, cosa voglia da lui.

Tutti cercano fortuna, la sua fortuna, e son disposti a lasciare un soldo fra i suoi denti, ma nessuno gli aveva mai vomitato addosso e son secoli che lui è lì.

Lo sento grugnire, non sono più certo che sia benevolo il suo sguardo.

Mi giro, mi alzo e vado via.

Ceppoduro

Fifty fifty

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Fifty fifty

Dal 19 al 29 novembre 2017 l’Atrio d’onore della Provincia di Arezzo, con entrata da via Ricasoli 44/46, ospita “Fifty Fifty”, concorso e mostra collettiva di pittura promossa dal Cenacolo degli Artisti Aretini.

L’esposizione, sponsorizzata da Mastro Artista e patrocinata dalla Provincia di Arezzo, sarà visitabile – a ingresso libero e gratuito – tutti i giorni dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30. Domenica 19 novembre, alle ore 16, l’inaugurazione della mostra e la proclamazione dei vincitori.

 

Fifty Fifty

Fifty fifty

Una quarantina di opere.

Rigorosamente 50 cm per 50 cm.

(clicca l’immagine per ingrandire)

fifty fiftyUna premiazione, con pubblico, presidente, giuria tecnica ecc. ecc.:

Giancarlo

Arezzo notizie

Corriere di Arezzo

Il Cenacolo degli artisti aretini

Mastro artista

 

video

Terra del Sole

Estemporanea 2017

Terra del Sole (FC) è una località del comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), situata a meno di 10 km da Forlì. La località apparteneva fino al 1923 alla Toscana.

Domenica 12 Novembre si è svolta l’estemporanea.
Al mattino il clima era nebbioso poi il sole ha prevalso ed il pomeriggio è stato bello, caldo e luminoso.

Seguono alcune scene dell’estemporanea, con alcune opere da studio esposte dai partecipanti.

Terra del sole Terra del sole Terra del sole

Durante la manifestazione a Terra del sole

abbiamo potuto vedere delle belle opere scultoree del maestro Leonardo Lucchi di Cesena.

Ho notato i pavimenti nel palazzo ducale

Terra del sole

Magnifici.

Poi, alla fine, ecco i quadri prodotti durante la manifestazione .

Gianni Mori Antonio Civitarese

Silvio Papale Antonio Mazziale Simona Costa Max OddoneInteressantissima l’opera di Max Oddone (sopra). A parte i giochi di prole del titolo dell’opera “LINEE DI TERRA” con il nome del paese ospitante. L’artista ha giocato con le linee e le ombre, realizzando un dipinto privo di colori ma pieno di volumi. L’assetto urbano si snoda tra le linee della viabilità, delle luci, delle ombre sormontato e spezzato da cantoni, tetti, lampioni e piscetti.
Aproposito, chi mi sa dire cos’è e dov’è la linea di terra del suo quadro?
Bavo Max.

Teresa Chiaraluce Non sappiamo se i capperi crescano abbondanti nelle mura del castello del borgo, ma il suo fiore rappresentato in questo dipinto ci rallegra e ci piace molto.Roberta Petronio Altra opera interessante della giornata. Il pozzo che da dentro il palazzo viene riverberato all’esterno dalla luce della “Fogarena” il grande falò che sarà acceso nella piazza tra la chiesa ed il palazzo ducale. Linee essenziali e colori primari, un melange ben riuscito. Complimenti anche a Flavio Rossi. Susana Graciela Rastelli Particolarmente sintetica ed essenziale, l’opera sopra, una composizione fuori dall’ordinario ma con tutte le luci e le ombre al posto giusto.Giovanni Perna Lello Negozio Rouhani Fenek Fedeli Franco Susta

Maria Cristina Bigerna

Stefania NatalicchiTerra del sole sotto una luce lunare, molto coinvolgente. Qui sopra abbiamo apprezzato il contrasto tra il nome della cittadina e la sua reinterpretazione pittorica sotto una pioggia battente. Un bel contrasto, ben fatto.Antonio Altieri Giancarlo Arrigucci

Altro dipinto concettuale.

Si vede la “Fogarena” che assale l’edificio sul lato nord della piazza, trasformandolo in un cumulo di braci ardenti. Edificio che, tra l’altro, nessun altro pittore ha minimamente preso in considerazione, pur affacciandosi nella piazza principale, al pari della chiesa e del palazzo Ducale.
Ma Comunque Tanto fu il calore che anche il cielo si sciolse, spiovendo sul rogo cercando di fermarlo. Ma i resti del tetto, protessero l’interno dell’edificio che bruciando continuò ad alimentare la pira.

Anche il sole, impallidito si nasconde, proteggendosi dietro una nuvola.

(Ah, anche gli alberi a Dx sono fuggiti da Sx per il cumulo delle braci che si sono formate).

Giancarlo

Alla filanda

A Loro Ciuffenna

Alla filanda mostra di opere d’arte contemporanea, opere da studio.

Nella splendida cittadina Valdarnese, accanto al Ciuffenna che passa dentro il paese, c’è una vecchia filanda, ormai adibita a polo espositivo.

Un bellissimo luogo per esposizioni.

Vi si sta svolgendo, dal 2 al 12 Novembre 2017, una interessantissima esposizione.

Giudicate voi:

Opere esposte:

Inoltre potrete ammirare le

Creazioni di Aldo del Vita:

Qualcosa dei bambini:

e della bambina:

Anche come giuria popolare, votate e determinerete il vincitore.

Alla filanda

Mi raccomando andate a vedere anche la mostra, non costa niente, ma vale molto.

I quadri visti dal vivo sono molto meglio.

Qui potete ingrandirli cliccandoci sopra.

Più su ho detto andate a vedere anche la mostra perché se ci andate po potrete anche visitare la pieve di Gropina, che è a due passi dal centro abitato di Loro.

E potrete vedere il ponte sul Ciuffenna o le tante altre chicche di Loro, tutte da non perdere.

Loro Ciuffenna fa parte de “I Borghi più belli d’Italia“.

Alla filanda

Giancarlo

Rigutino

Rigutino

A Rigutino, oggi otto Ottobre 2017 si è svolta una bella estemporanea di pittura.

Organizzata durante la sagra della polenta, a pranzo abbiamo potuto gustare le specialità dello stand gastronomico. Con un vino della casa veramente buono. Non come qualche troiaio imbevibile che pure si trova in giro.

Vi mostrerò delle foto riprese durante la manifestazione.

Cliccale per ingrandire, altro click maggiore ingrandimento.

Con alcuni quadri in mostra.

Rigutino

Poi le opere realizzate.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera alcune notizie sul pese di Rigutino.

Rigutino è una frazione del comune di Arezzo (Toscana), situata nella Valdichiana, alle falde del Monte Lignano.

Già abitata nella preistoria, nel periodo etrusco vide la nascita di alcune fattorie. Al periodo romano risalgono diverse ville-fattorie fra cui quella della famiglia Briccia, da cui prese il nome che portò fino al 1000 (Bricianum). All’età romana risale una statua di Silvano, il dio dei boschi e dei confini, qui ritrovata verso il 1930. Nel medioevo vi fu costruito un castello, chiamato “di Briciano”, ma siccome si trovava in località Ruvetinum (luogo infestato da rovi) in seguito questo toponimo soppiantò quello più antico dando poi origine al nome attuale di Rigutino.

Interessante l’antica Pieve di San Quirico, in località La Sassaia, costruita verso l’XI secolo e rimaneggiata nel XV secolo, come attesta un’iscrizione sull’architrave esterno. La Parrocchiale è stata costruita nei primi decenni del XX secolo. La Frazione, sede di Circoscrizione del comune di Arezzo, è nota per le sue iniziative ricreative e culinarie che si svolgono nei vari periodi dell’anno come ad esempio la sagra della polenta che si tiene agli inizi di ottobre.

Il 14 maggio 1799 vi si svolse il combattimento fra popolani aretini e soldati polacchi, comandati dal celebre generale Jan Henryk Dąbrowski passato alla storia come Battaglia di Rigutino.

Ci siamo divertiti, è stata una bella estemporanea, non vi dico i vincitori, giudicate voi.

Giancarlo

 

Nespole

NespoleDella serie i frutti scomparsi

Nespole (Mespilus germanica)

Ero un ragazzo di campagna, i frutti si raccoglievano dall’albero. O direttamente per terra, sotto l’albero, maturi al punto giusto.

Ma questo era un frutto speciale. Come lo vedete in queste immagini non si mangia.

Allega, fortemente. E’ aspro non si riesce ad apprezzarlo.

Eppure è di una bellezza incredibile.

E il colore, che dirne?

Con quella peluria vana tutta intorno e la coroncina di sepali verdi.

Un gioiellino.

Ma, anche se non adesso, si può mangiare eccome. Ed è anche buona, molto buona.

Si gusta allo stesso modo delle sorbe, si fa maturare nella paglia.

Con la pazienza e la paglia si maturano nespole e sorbe.

Maturando la bacca diventa marrone scuro, perde i sepali e si rammollisce.

Sembra marcita, se la si guarda con poca attenzione, ma è solo matura.

E’ dolce come pochi frutti, dal sapore delicato ed il profumo leggero.

A vederla…

A vederla sembra il frutto di certe rose, infatti il nespolo è un albero appartenente al genere rosacee. Molte volte resta un alberello, poco più di un arbusto. Come il noccioli, proietta in ogni dove i suoi rami spinosi da terra. Se isolato crea un ombrello ampio, bellissimo da vedere.

Son belli anche i fiori, di cui non ho una foto purtroppo, bianchi e con cinque petali, quanti sono i sepali poi presenti nella corona del piccolo pomo.

E’ un peccato che stia scomparendo, almeno qui. A Bucine non saprei dove trovarla se non nel bosco. Dove cresce e resiste la mia piccola pianta. Andrebbe riprodotta e piantata in altri posti.

Moltiplicare le nespole:

Vedrò se posso a farlo.

Per intanto quella che avete ammirato sta ben nascosta nel bosco e per apprezzarla occorre arrivarci, dopo una lunga camminata a piedi. Ma che soddisfazione, che bellezza.

Frutti così, non c’è mercato che tenga.

 

Giancarlo

San Vincenti

VENDEMMIA

A San Vincenti, paesino Toscano in quel di Siena, c’è una pieve ed una tenuta, la Tenuta San Vincenti, appunto. Ci sono viti e olivi e ora era il tempo della vendemmia. La vendemmia, quando il tempo è buono, è una festa, si ride, si scherza, ci si prende gioco degli altri.

Qualcuno lavora di più, qualcuno lavora di meno, ma nessuno resta indietro (ma questa qui è verità vera, mica un modo di dire).

Paesaggisticamente la tenuta è un gioiello incastonato nel fianco dai monti del Chianti, sormontato da boschi e villaggi. Nel fondovalle si vedono le Crete Senesi e in lontananza l’Amiata. Montebenichi, nel comune di Bucine, rimane proprio di fronte.

San Vincenti

San VincentiSan VincentiMa…

Non sono solo i panorami naturali a stupirci. Anche le modifiche antropiche, le vigne, sono paesaggi unici, uguali ma sempre diversi.

San Vincenti San Vincenti San Vincenti San VincentiMa torniamo a noi, alla vendemmia ecco i protagonisti (gli attori ed i trattori).

San Vincenti
Hassani

San Vincenti
Rosi

San Vincenti

San Vincenti
Tiziana

Michela

San Vincenti
Alessandro
San Vincenti
Matteo

San Vincenti
Alessio
San Vincenti
Lorenzo

San Vincenti
Roberto

Eccoli al lavoro:

San Vincenti San Vincenti San Vincenti San Vincenti San Vincenti

San Vincenti
Peter

Guardate che uva è stata raccolta:

San Vincenti San VincentiNella tenuta trovano posto anche fiori e altri frutti, non solo uva.

San Vincenti Eppoi, eppoi, la vendemmia è finita, o quasi e bisogna festeggiare, si mangia.

Una griglia fenomenale, innaffiata di vino, di ottimo vino.

San Vincenti
Il vero mestiere di Riccardo

San VincentiSan Vincenti

San Vincenti San VincentiA tavola.

 

Un ultimo giro di facce di quelli che un giorno potranno dire: “Io c’ero”.

Scusate ma prima c’era lui, non posso dimenticarmelo.

San VincentiEcco ora gli eroi della vendemmia 2017:

Barbara

Marilena

San VincentiPrima di finire facciamo un giro in cantina.

Giancarlo Arrigucci 2017 Giancarlo Arrigucci 2017 Ecco è finita, la giornata, la vendemmia, la gita in un posto da sogno.

Giancarlo

Estemporanea 2017 ad AMBRA

Estemporanea 2017 ad AMBRA

Ebbene, nonostante tutto, contro il clima avverso, quasi polare del mattino, si è tenuta l’Estemporanea 2017 ad AMBRA.

Cinque partecipanti, non molti, ma tutti buoni, ottimi, pittori, provenienti dal Valdarno (Bucine e Terranuova Bracciolini), Umbria (Perugia) e dall’estero (Albania), anche se residente a Montevarchi.

Alla fine abbiamo potuto esporre due acrilici, due oli ed un acquerello.

I bambini dell’asilo hanno poi esposto, fuori concorso, una loro opera collettiva raffigurante il borgo del paese. Bravissimi.

Il tempo, terribile ad inizio mattinata, con piogge torrenziali ovunque intorno ad Ambra, alla fine è stato clemente, una pioggerellina al mattino poi bello fino a sera.

Tant’è che anche la corsa di mountan bike, al mattino, non ha visto molti partecipati, mentre si è potuto svolgere regolarmente sia il palio dei rioni che gli imponenti fuochi artificiali.

Comunque l’organizzazione della pro-loco è stata all’altezza della situazione.

La gara si è svolta senza i premi previsti, mala partecipazione è stata resa gratuita.

Ai pittori è stato servito un buon pranzo ed alla sera, dopo la votazione della giuria popolare, al vincitore è stato riconosciuto un premio di 50 Euro, mentre agli altri, ex-aequo, è andata una bottiglia di ottimo vino.

Ecco le immagini dell’estemporanea:

Luca Valdambrini, che a dispetto del nome vive a Terranuova.
Opera di Lello Negozio.
Lui è il vincitore della votazione della giuria popolare. Si chiama Elezi Erion. Se non vado errato dovrebbe essere di origine Albanese e vivere a Montevarchi.
Opera di Giancarlo Arrigucci (insomma la mia).
Opera di Riccardo Franci
Riccardo Franci, vive a Bucine.

Seguono alcune vedute del paese.

Ecco, finalmente i quadri finiti:

L’opera dei ragzzi della scuola dell’infanzia “Caramella” di Ambra.
Luca Valdambrini
Lello Negozio
Giancarlo Arrigucci
Riccardo Franci
Elezi Erion. Opera premiata dalla votazione della giuria popolare.

Qualche immagine della festa, il palio ed i fuochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il palio:

I fuochi:

Se clicchi l’immagine, si allarga.

Giancarlo

 

San Leolino

Bucine.

San LeolinoEcco San Leolino

Ripensavo a San Leolino, il paese dove ho passato parte della mia infanzia, è cambiato poco da allora, io me lo ricordo così, come se non fosse cambiato per nulla.

Ecco San Leolino è un piccolo paese adagiato sulle prime pendici dei monti del Chianti, circondato da uliveti e qualche pianta di noce o di castagno. Da San Leolino si può salire più in alto, arrivando a Poggio al Fattore, a Cennina o a Solata (passando da Cennina o da Ristolli). Si può raggiungere la Torre di Galatrona via Carnasciale, scendendo poi a Galatrona e Mercatale Valdarno. Una visita a Torre di Mercatale e siamo di nuovo per la via di casa.

Cosa ha di particolare il paese di San Leolino? Beh, intanto si affaccia sul Valdarno con lo sfondo del Pratomagno.

Ha una chiesa, ormai museo, ed una canonica bellissimi. Non hanno niente di speciale architettonicamente parlando, intendiamoci, ma sono belli perché  unici. La torre campanaria bifora, è un muretto che va poco in alto, schiacciato, senza grandi pretese, ma con un bell’orologio sotto.

Il castello, continuazione della base della chiesa, appoggia le sue fondamenta nella viva roccia, ed ha i muri pieni di piante di cappero, dai fiori belli ed eleganti.

L’olio di questi declivi è speciale, uno dei migliori della zona, e l’olio prodotto da Pergine a Montegonzi non è secondo a nessuno in Italia e nel mondo.

Ecco San Leolino

C’è un circolino, dove si può mangiare qualcosa e bere un buon caffè, c’è un campo di calcio, dedicato a Marco, che è morto troppo giovane per sfogare sino in fondo la sua passione sportiva. Dove si può assistere a grandi competizioni tra squadre locali.

Ci sono tanti laghi e laghetti, intorno, che visitarli è un piacere, per passare una giornata  tranquilla.

Da ultimo è tutto un fiorire di produttori di vino, che volentieri ti offrono un bicchiere per sentire come lo fanno.  Enjoy.

Si affaccia sul Valdarno, con lo sfondo del Pratomagno
la canonica
Chiesa-Museo

Giancarlo