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La filanda

Ancora la mostra di arte contemporanea a la filanda

A la filanda a Loro Ciuffenna si sta svolgendo una mostra di arte contemporanea molto interessante.

Le opere esposte sono tante e particolarmente valide.

La filanda

 

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Loro Ciuffenna è un comune italiano di 5 859 abitanti della provincia di Arezzo, che fa parte de “I Borghi più belli d’Italia“.

Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1050 come Loro, dal latino laurus (“alloro“). Mentre Ciuffenna è il nome del torrente vicino, attestato nel 1037 come Iofinne e derivato dal nome di persona romano Clufennius, di probabile origine etrusca. Il nome del torrente fu aggiunto a quello originario del paese nel 1863.

Situata lungo l’antica via di collegamento fra Arezzo e Fiesole, l’area sulla quale sorge oggi Loro Ciuffenna fu abitata anticamente dagli Etruschi. Esplicitato da Tito Livio nel XII libro della sua opera Ab Urbe Condita Libri e dalla stessa toponomastica del luogo; il nome del torrente che attraversa il paese, Ciuffenna, è di indubbia provenienza etrusca.

Con la lastricazione della via consolare Cassia Vetus gli insediamenti etruschi videro un fiorire dei commerci e degli interscambi culturali che favorirono urbanizzazione e sviluppo sociale. Il progressivo abbandono dell’arteria, sostituita verso la fine del II secolo a.C. dalla più pratica e diretta Cassia Adrianea (passante per il fondovalle), produsse una generale emarginazione delle comunità sviluppatesi sulle colline, in favore dei centri più vicini alla nuova linea di comunicazione.

La prima menzione ufficiale del borgo di Loro

Alla caduta dell’Impero romano d’Occidente le comunità site nell’altopiano valdarnese passarono a fasi alterne sotto Bizantini e Longobardi. Di queste dominazioni rimangono ben impressi i luoghi sacri. La prima menzione ufficiale del borgo di Loro risale ad un documento del 1059. Con il quale i Conti Guidi concedevano in subfeudo il locale castello signorile al nobile Ugo, probabilmente esponente della famiglia degli Ubertini. Documenti di poco successivi dimostrano come la zona fosse oggetto di discreto interesse dei potentati locali, ivi compreso il Vescovo di Arezzo.

Nel 1293 la Repubblica Fiorentina assunse il controllo diretto del borgo e delle terre vicine. L’inserimento della comunità lorese nel dispositivo militare – commerciale di Firenze produsse un generale sviluppo urbano ed un aumento degli investimenti. Operato soprattutto da ricchi cittadini fiorentini ed aretini. I primi statuti ufficiali della comunità di Loro risalgono al 1462.

Giancarlo

Impressionante

Impressionante

E’ veramente impressionante scoprire che siamo nel bel mezzo di un tentativo di colpo di stato.

Non penso sia mai successo prima.

Ci si aspetta un golpe dall’esercito. Una sommossa dal popolo. La presa del territorio da parte della mafia. Le spie del KGB o della CIA. Azioni eclatanti, devastanti e sovversive di un terrorismo rosso, nero o arabo, che abbiamo già visto e che forse vedremo ancora.

Ma che a tentare la sovversione fosse il quarto potere no, non ce lo saremmo mai aspettato.

Eppure sta succedendo, qui, ora e forse non ce ne rendiamo conto.

Una potenza di fuoco impressionante è stata dispiegata contro il governo in carica. Un guerra frontale supportata da una guerriglia diffusa, con colpi ai fianchi da tutte le parti.

Il potere, legittimato dalle ultime elezioni, viene contrastato, fronteggiato e sfiancato da tutti i media eterei e cartacei, coalizzati a delegittimarlo. Con notizie vere raccontate come false, con notizie false raccontate come vere.

Informazione VS Politica: impressionante.

Impressionante

Mai visto il quarto potere così attivo contro il primo potere.

Una stampa sin qui nutrita dalle veline del governo ed una televisione sin qui serva nell’officiarne l’omelia, si ritrovano, improvvisamente in prima linea a fronteggiare l’invasore.

I media son ritornati a fare il loro dovere ma dovrebbero farlo raccontando la verità. Smontando le eventuali menzogne del governo. Lo stanno facendo? Raccontano la verità?

Penso di no.

Troppi interessi sono interessati al contrario.

Questo governo ancora non ha fatto nulla che possa influire sull’economia Italiana. I primi effetti si avranno solo l’anno prossimo. Ma è già dipinto come la causa di ogni male. Ha già sbagliato tutto. Ha già rubato tutto. Ci ha già portato alla rovina.

Noi pensiamo, al contrario, che stiano facendo bene, che non abbiano rubato ne  ruberanno niente, che ci faranno risalire la china.

Cambiamento

Stanno cercando di tirare fuori l’Italia dalla merda in cui ci anno sommerso.
Hanno tutti contro.

Chi, finora, ci ha defecato addosso vuole continuare a farlo e diffama con incredibile ferocia i nostri rappresentanti e la stampa e la televisione lo spalleggiano apertamente.
I media stanno facendo il golpe.
Difendiamoci.

Ceppoduro

 

 

CIVITELLA 2018

Bella mostra concorso nella ridente cittadina Aretina.

CIVITELLA 2018

Lo scorso Ottobre, dal sei al ventotto, si è svolta a Civitella in Valdichiana una pregevole mostra concorso denominata: “XXV edizione del Premio Nazionale di Pittura Città di Civitella”.

E’ un premio a valenza nazionale, riferimento artistico per molti pittori, professionisti e non. Dino Tiezzi, della locale pro-loco, anche quest’anno ha curato la mostra in maniera esemplare.

Durante la presentazione il sindaco Ginetta Menchetti ha detto:

“E’ un premio che nasce nel 1966 per volontà della Pro loco di Civitella. Mantenuto in seguito con la collaborazione dell’amministrazione comunale. La quale ha da sempre investito in tale iniziativa ritenendola un’importante opportunità di crescita culturale per la propria comunità. Ma anche preziosa occasione di promozione e valorizzazione del nostro territorio, raccogliendo opere dei pittori più quotati e conosciuti del panorama nazionale”.

I quadri che ricevono i primi premi sono in seguito acquistati dal Comune e vanno ad implementare la Galleria di arte contemporanea di Civitella, che vi invito caldamente a visitare. Galleria che non ha nulla da invidiare ai più affermati musei di arte moderna sparsi per la penisola.

Ecco le opere esposte a CIVITELLA 2018

Alcune sono veramente belle, vi consiglio di guardarle bene tutte, ingranditele cliccandoci sopra e, in funzione del vostro video, cliccandoci ancora una volta.

Civitella 2018Di seguito aggiungo alcune immagini del borgo di Civitella.

Civitella 2018

Spero che vi piacciano e vi invito ad andare personalmente. Così potrete vedere anche il vasto panorama sulla valdambra e sulla valdichiana. Potrete visitare il museo, la sala della memoria e tutti gli altri monumenti di Civitella:

  • Il borgo storico di Civitella.
  • Il castello, eretto nel 1048 e circondato da un’imponente cerchia muraria. Il castello, trasformato dalla Wehrmacht in quartier generale durante l’occupazione nazista, fu semidistrutto durante un bombardamento alleato nel 1944 e mai ricostruito.
  • Il palazzo pretorio (XIV secolo).
  • L’antica cisterna, che sorge al centro del paese.
  • Villa Oliveto, situata in località Oliveto e antica dimora dei conti Barbolani di Montauto.

Un quadro del museo:

Civitella 2018Il mio premio

Civitella 2018

 

Giancarlo

fonte: Valdichiana oggi

Ma dove erano?

Ma dove erano?

Ma dove erano i nostri giornalisti? Non si sono mai sentiti criticare il potere come oggi.

Me li ricordo tutti, pedissequi, ossequiosi, lacchè, servi riverenti.

Mai una domanda scomoda, mai un ma.

ma dove erano

Ricordo, ricordo bene, l’intervistato dire stronzate ridicole, fare affermazioni incredibili ed impossibili, menzogne belle e buone e loro annuire, confermare e supportare. Ovvero glissare quei ma sacrosanti che andavano detti. Quei ma che cazzo sta dicendo? Che avrei tanto voluto sentire, che a me si strozzavano in gola per non essere lì.

Ho ascoltato monologhi deliranti, mai interrotti per incalzare, per chiedere spiegazioni, seguiti in devoto silenzio, senza respirare per non disturbare l’oratore, il vate l’officiante.

Ho sentito fare domande concordate a tavolino, lette dall’intervistatore, per non mandarle a mente, per non sbagliare a farle, da quanto era(no demente(i).

E giù fiumi di parole inconcludenti, senza senso, senza dissenso per creare consenso. Interviste che facevano senso.

Ma dove erano?

ma dove erano

Dove sono ora? Ora son cambiati! Li vedo, li sento.

Non hanno più paura, ossequio, rispetto.

Semmai protervia, dileggio, arroganza, supponenza.

I ma si sprecano, ora. contornati dai però. Avete detto questo ma… però, potevate fare anche… forse avete sbagliato….

Mai un fatto, solo critiche e accuse, basate su notizie autoreferenti, vere perché dette da altri giornali(sti). Non conta che prontamente  l’intervistato smentisca e spieghi come stanno le cose, la critica viene subito ripresa rimontata, rilanciata, tanto da sembrare vera, da diventare vera.

Ma dove erano? Questi gran vigliacchi che sono diventati incalzanti con questi che non son padroni di niente. Questi che non prendono ne muovono denari nostri, vostri. Che non hanno giornali e televisioni. Che non hanno incarichi da dare o posti da spartire.

Ma sono persone potenti e pericolose, potentissime e pericolosissime, lo stesso, questi nuovi governanti.

Non rubano, non ambiscono, non spartiscono.

Sono persone serie.

Possono cambiare il mondo, l’Italia certamente.

Aiuto

I gattopardi politici, i baroni universitari, tutti i potenti, tutti i corrotti, tutti i corruttori, tutti i delinquenti hanno paura. Chiedono aiuto.

Ecco i nuovi giornalisti all’attacco, hanno messo le loro baionette e giù nel corpo a corpo.

Confidando nella mancanza di esperienza dei giovani governanti.

Giù all’arma bianca.

Ed assieme all’arma bianca tutte le altre armi utili e possibili. Armi di distrazione di massa: Bugie, menzogne, falsità che, se crescesse loro il naso, sarebbero tutti Pinocchi.

Si salvano un paio di testate, forse tre ed un paio di giornalisti, forse tre.

Amen.

Ceppoduro

Halloween

Halloween

Che ci frega di Halloween?

Niente! Ma forse trae origine da feste nostrane, precedenti alla loro. Ricorrenze che cadevano sempre nella notte tra l’1 ed il 2 Novembre, la Notte delle Lumere.

Halloween è una ricorrenza di origine celtica, celebrata la sera del 31 ottobre, che nel corso del XX secolo ha assunto negli Stati Uniti le forme spiccatamente macabre e commerciali con cui è divenuta nota.

Questa festa celebra la fine dell’estate, per ringraziare dei frutti e dei semi raccolti nella stagione appena terminata e che saranno d’aiuto per sfamarsi, per vivere e sopravvivere, nel lungo inverno.

Ma anche per scacciare la paura della morte che sovviene con la morte delle piante (essiccazione e caduta delle foglie) o con la mancanza del cibo, così abbondante in estate.

Le zucche intagliate.

Halloween
By Toby Ord – Own work, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=271348

Tipica di Halloween è la lanterna fatta con la zucca intagliata. Ci sono varie teorie sull’origine di queste zucche intagliate con una candela accesa all’interno, che ricordano facce  mostruose e teschi terrificanti. Leggetene se volete su wikipedia.

Ma semplicemente la zucca (o la rapa) che si intaglia è un frutto di stagione, usato come cibo per i maiali.

Prima i darlo in pasto ai maiali veniva “cappato”, mondato dai semi.

Semi che dovevano essere utilizzati in primavera per la semina delle zucche.

Per prendere i semi si deve aprire la zucca, che una volta mondata dal tessuto connettivo dei semi (che li collegano alla polpa del frutto) si conserva meglio e più a lungo di prima.

Ma se apri un frutto vuoto come la zucca, esso diventa un ottimo vaso. Zucche con poca polpa essiccate bene sono usate per contenere i semi per la primavera seguente. Altrimenti possono trasformarsi in lanterne mettendoci del grasso sul fondo con uno stoppino immerso. Se queste lanterne le intagli lateralmente , dalle incisioni sarà proiettata la luce all’esterno. Sei gli intagli ricordano una faccia, magari terrificante, ecco la zucca di Halloween.

Insomma che ci frega di Halloween?

Niente, non ci importa niente della festa Americana dalle forme spiccatamente macabre e commerciali con cui è divenuta nota.

A noi ci basta dar da mangiare ai maiali, conservare i semi per la prossima primavera, illuminare la casa e riscaldarci il cuore per il lungo inverno che arriva.

Giancarlo

Governo orgasmico

E governo orgasmico

Ma questo governo, per i giornalisti radiotelevisivi e forse anche della cara stampata, è un governo orgasmico.

Governo orgasmico

Finalmente hanno ricominciato a fare domande ai politici, forse qualcuno nemmeno le aveva mai fatte prima. Anzi, sicuramente nessuno aveva mai fatto domande ad un politico, non essendo politici, i politici di prima.

Mai visto un giornalista chiedere conto delle azioni, delle decisioni, delle intenzioni del governante di turno, men che meno obiettare alle loro parole, alle loro affermazioni, alle loro idee.

Mai sentito chiedere ad un presidente o ad un vicepresidente del consiglio: “Ma lo sa lei…?”, “Ma perché gli Italiani dovrebbero credervi?”, “Lei sa che ci sono i mercati?”, “Ma lei sa che la commissione Europea giudicherà anche la vostra prossima manovra, restando in carica fino a Novembre 2019?”

Da orgasmo, come se gli avessero toccato il punto G da tre parti diverse.

D’altronde questi, non cacciano via i giornalisti della RAI, questi non querelano, questi non vogliono fare lo Spoil System.

Eppoi la Fornero

Eppoi la Fornero che viene fatta parlare come un grande opinionista, o come un Cottarelli qualunque che parla come se avesse fatto qualcosa in vita sua.

Poi tutti che sanno quello che faranno quelli al Governo: dovranno aumentare, diminuire, ridurre, riaumentare, patrimoniare tassare, passare al piano B.

Punto G – Piano B.

Patrimoniale -Punto G.

Soldi che non abbiamo – Punto G.

Punto G – Condono.

Ma per non ritornare tristi i giornalisti ed i conduttori di oggi evitano di parlare del passato, di quanto siano stati bravi quelli di prima.

Solo la Fornero continua a dire che se non c’era lei saremmo stati peggio, che saremmo finiti male, che saremmo finiti peggio della Grecia.

Ma meno male che di martedì abbiamo Gene, che non è un giornalista; ma le risate, ma che risate, dovete vederlo e sentirlo dovete, mamma che risate.

 

 

Governo orgasmico

Povere mogli dei giornalisti da qualche mese non copulano più.

C’è lo Spread che sale: niente sesso.

C’è l’Euribor che non sale, ma potrebbe: niente sesso, neanche orale.

E c’è il tasso variabile che non sale ma potrebbe salire se sale quello che ancora non è salito; ma che con la manovra attuale sicuramente salirà: niente, niente sesso, nemmeno manuale.

Perché dobbiamo essere contenti quando le banche  guadagnano a comprarci i titoli di stato? Ma non dobbiamo esserlo se perdono perché lo Spread è salito e non ci guadagnano più?

Mai uno che voglia assumersi un rischio di impresa, tutti che vogliono solo guadagni sicuri: tutti finocchi con il culo degli altri, tutti.

Mutui

Ma perché chi prende un mutuo a tasso variabile non accetta che gli aumenti se cambiano le condizioni? Come le banche, quando cala “tutto bene” quando sale disgrazia e sfacelo. Potevano chiedere un tasso fisso e non avrebbero avuto sorprese. Perché dovrei dispiacermi se pagano di più? Lo sapevano, lo hanno voluto, scelto, loro il rischio, sperando di guadagnarci.

Ma il giornalista ed il conduttore giù a godere della tragedia degli Italiani, colpa dell’inesperienza dei Governanti: Ahh se c’avessimo ancora quelli di prima.

Niente sesso, troppo bello fare il giornalista: Ascesi totale.

Pensioni

Ah la Fornero, che si ricorda per le lacrime e per il sangue degli esodati e dei (non) pensionati.

Non si può mandare la gente in pensione troppo presto, non se la sono pagata, come possiamo fare?

Potreste chiedere i soldi indietro a chi ha sbagliato a fare i conti prima.
Qualcuno avrà pur calcolato quanto si doveva pagare per andare in pensione quando era previsto di andarci? Se ha sbagliato ora paghi. Perché pagare noi gli errori di altri (come sempre, come le banche, come i detentori di mutui)? Perché hanno cambiato unilateralmente le clausole di un contratto in essere? Di cui i lavoratori non hanno nemmeno potuto discutere i termini, li hanno potuti solo accettare e pagare.

Ma queste domande non fanno godere un giornalista ed il giornalista non stimolato nel punto G (punto Giornalistico) non le fa, ne mai le farà. Meglio farle ad un governo orgasmico.

A meno che non possa trasformarle in colpa di questi nuovi governanti.

Ceppoduro

Fonte

 

 

 

DIO

DIO

Dio è morto.

Sì, Dio muore ad ogni guerra. Dio muore per ogni sopruso. Dio non può restare vivo, quando un essere umano è reso schiavo. Allora muore.

Dall’inizio di questo millennio abbiamo visto riaprirsi fronti di guerra. Abbiamo assistito a deportazioni di massa, uguali a quelle del secolo scorso, uguali a quelle del secolo prima, sempre le stesse, sempre uguali a se stesse.

Ma come è possibile, mi domando come sia possibile che continuiamo a non vederlo. Nessuno che gridi, si indigni, si arrabbi.

Migliaia di uomini, donne, bambini sono scacciati, ammassati, spediti, ammassati di nuovo e ancora divisi e poi rispediti da altre parti.

Quale sia il loro valore non è chiaro ai più. I derelitti sembrano valere poco, ma no, non è vero.

DIO

Come spazzatura

I poveri, i nullatenenti, gli sconfitti sono oro, sono una miniera d’oro.

sono come la spazzatura che finisce nei forni degli inceneritori ed fumi che ne escono uccidono tutt’intorno, avvelenano l’aria, l’acqua, la terra.

E c’è una filiera in tutto questo come la filiera dello sfruttamento dei rifiuti c’è quella degli schiavi.

Pagano per cercare la salvezza, la libertà.

Pagano per spostarsi a cercarle.

Qualcuno paga per tenerli segregati in attesa di passare il mare.

Pagano e qualcuno paga per portarli oltre il mare.

Arrivano poco oltre la riva, perché qualcuno è pagato per prenderli di nuovo a bordo e portali via.
Qualcuno paga e qualcuno è pagato per tenerli in Italia. Una parte vengono fatti scappare, devono prostituirsi, altri devono raccogliere  pomodori, atri stare in fabbriche del nord o ad elemosinare davanti al Despar, al parcheggio dell’ospedale o a spacciare alle scuole.

Chi può paga ancora per andar via ma non è ripagato  e viene respinto.
Dio è morto o non si sente bene per nulla.

Dio è il bene ma deve star male.

Andremo tutti al suo funerale.

Ceppoduro

Europo

Europo

Europo viveva in Europa, suo padre Italo e sua madre Romana lo avevano chiamato così, per buon auspicio.

Ancora non si era fatta l’Europa, ma si voleva fare. Gli uomini sognavano di divenire cittadini Europei. Di avere una sola moneta e di muoversi liberamente senza frontiere. Di vincere la guerra. La fame. La diseguaglianza.

Italo era un sessantottino, voleva la pace. Faceva l’amore. Con Romana amava fare l’amore in pace.

Poi nacque lui, Europo.

Crebbe si istruì, si illuse, si disilluse.

L’istruzione

Per crescerlo suo padre affrontò la più grande crisi economica che il vecchio continente avesse mai visto. Non era passato molto tempo dall’introduzione della moneta unica e già suo padre si trovava in difficoltà.

Non era facile mantenere il posto di lavoro, impossibile trovarlo se lo perdevi.

La situazione peggiorò sempre di più.

Per mantenere il posto, per mantenere il figlio, il padre accettò qualsiasi cosa.

Gli stipendi smisero di aumentare. Non c’era più l’inflazione, non c’era ragione che aumentassero. Ma le cose costavano sempre troppo e non si poteva comprarle. Le banche non davano più i soldi, nessuno poteva più fare niente.

Ma suo padre, dando fondo ai risparmi e con l’aiuto della pensione della nonna, continuò a farlo studiare.

Ma una volta studiato non c’era nulla da fare, nonostante il numero chiuso all’ingresso, nonostante tutto.

L’illusione

Se non c’era lavoro in patria si poteva sempre emigrare.

Qui i lavori offerti erano troppo poco retribuiti. Continuavano ad arrivare torme di schiavi da sud. Gente disposta a tutto pur di mangiare.

Anche lui voleva vivere e mangiare ed emigrò.

Abbandonò la famiglia, tanto non faceva più l’amore: aveva trovato la pace dei sensi.

Vide la delusione nel volto dei suoi genitori. Vide che non volevano che andasse al nord. Ma non poté farci nulla.

Partì una sera, senza salutarli.

La disillusione

In Inghilterra si trovò bene, faceva il barista in centro a Londra. Guadagnava bene. Poteva andare al cinema, in pizzeria e permettersi una stanza, assieme ad altri due.

Gli inglesi, anche quelli di colore, lo guardavano un po’ storto, forse per la pronuncia di provincia. Forse per il fenotipo.

Si accorse che anche lui, laureato, era del sud.

Era una persona come gli altri, come quelli del nord. Ma non era del nord.

Si accorse che il mondo non era più NORD/SUD, era RICCHI/POVERI e lui era povero.

Anzi, non era povero, non era ricco.

Europo

La realtà

I soldi, in massa, si spostano velocemente su fibre ottiche sotterranee attraverso il mondo.

Le genti, in massa, li seguono in flussi superficiali uguali o contrari.

Nessuno sembra in grado di trovarli e siamo tutti poveri.

Tutti miserabili, tutti tenuti per i fili tranne pochi: politici e finanzieri.

Povera Europa.

Povero Europo.

Ceppoduro

 

Europa

Europa

Europa è il quarto satellite naturale del pianeta Giove per dimensioni e il sesto dell’intero sistema solare scoperto da Galileo Galilei.

E’ una delle Isole sparse nell’Oceano Indiano.

Oppure il XXXII quartiere di Roma, meglio noto come EUR.

Un quartiere di Grosseto.

Una zona del quartiere fiorentino di Gavinana.

Nella nautica è una imbarcazione a vela oppure la nave appoggio idrovolanti e sommergibili della Regia Marina.

In musica è una casa discografica tedesca e un brano di Carlos Santana del 1976 o l’album di Jimi Tenor del 1995.

Europa è tutto questo ed ancor di più.

L’Europa è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente in base a fattori economici, geopolitici e storico-culturali. Detta a volte anche Vecchio continente per la sua storia millenaria e culla del mondo occidentale dal punto di vista fisico-geografico rappresenta l’estremità occidentale del supercontinente euroasiatico, oppure una delle tre parti del supercontinente Eurafrasia.

La storia e la cultura europea hanno influenzato notevolmente quelle degli altri continenti, verso i quali, a partire dal XVI secolo, sono state frequenti e massicce le migrazioni, specialmente in America e in Oceania, dove gli europei hanno quasi sostituito le popolazioni locali.

Ma se questo è l’Europa, l’unione Europea cos’è?

Europa

E’…

dovrebbe essere una cosa seria.

E stata insignita del premio Nobel per la pace nel 2012 perché ha permesso agli Europei di vivere in pace, il più lungo periodo di pace sinora.

Permette ai propri cittadini di muoversi liberamente al suo interno, senza limitazioni.

Permette loro di spendere, quasi, ovunque la stessa moneta.

Insomma consente di fare tante belle cose.

Dovrebbe

Ma perché uso il condizionale?

Perché fintanto che esisteranno gli stati non avremo mai Unione Europea.

Ed anche quando gli stati sparissero non avremo interessi, politiche, mentalità Europee.

Fintanto che avremo mercato e finanza non avremo felicità.

Fintanto che saremo schiavi di qualcuno o terremo schiavo qualcun altro, non avremo Unione Europea.

Cambiamola.

Le prossime elezioni sono vicine.

Ceppoduro

 

 

Una volta

Una volta

Una volta ero giovane.

Non lo sono più.

Non che sia vecchio, se ascolto la radio, se leggo un giornale, se guardo la TV, mi dicono tutti che sono troppo giovane.

Ecco ora sono troppo giovane. Se qualcuno mi chiede quanti anni abbia, rispondo che sono troppo giovane.

Mi sento bene, molto bene, d’altronde esser troppo giovani ha i suoi vantaggi, non devo pensare troppo, l’aggettivo qualificativo è già nella mia condizione, non serve usarlo per quello che faccio.

Non importa se sto bene, il sistema mi suggerisce anche di non stare troppo bene, devo sentire qualche disturbo, qualche malessere, altrimenti non consumerò psicofarmaci. E non sta bene, veramente non sta troppo bene non usare medicine.

Le campagne

A cosa servono, a cosa sono serviti, anni di campagne di raccolte fondi in TV, di fondi per la ricerca se poi nessuno si droga. Mi devo drogare. E’ un dovere civico, prima che una necessità. Non scherziamoci sopra. Ma non devo neppure prendermi troppo sul serio: sono o non sono troppo giovane?

Lo sono, lo sono.

Me lo dicono sempre.

Non posso capire perché i politici abbiano preso quelle decisioni che ci hanno portato sull’orlo del baratro. Forse che convenivano a loro e non a me? Ma no! Sono troppo inesperto di politica, non posso aver ragione.

Ma questi nuovi, questi di ora, questi partiti nuovi, dai nomi strani. Questi che non stanno mai fermi, sempre in movimento, questi con la capa tra le stelle: perché sbraitano contro i vecchi politici?

Che abbiano ragione? Che quelli di prima mi abbiano fatto fesso?

Ma noooooooo! Subito un coro dai media. Ma noooooooo! Figurati, son questi nuovi che son giovani ed inesperti. Son troppo giovani ed inesperti. Che vuoi che ne sappiano? Ed anche te che vuoi saperne?

La penso come i giovani

una volta

Anch’io la penso così, i loro ragionamenti mi convincono, son come quelli che ho sempre fatto io. Viva i giovani ed i troppo giovani.

No! No! Sei scemo? Sei troppo scemo. Non pensare.

Sei troppo giovane per pensare, lascialo fare ai vecchi.

Va beh, allora smetto e vado in pensione.

Noooooooo, ma sei matto? Sei troppo giovane per andare in pensione.

Ma allora che cazzo faccio?

Fai un po’ che ti pare ma attento, se sgarri potremmo ricordarci di te, quando sarai troppo vecchio.

Ceppoduro

In ricordo della Fornero.

R.I.P.