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Sul lavoro

Ho ascoltato la radio.

Lo faccio sempre in macchina, intervallando con buona musica rock, ascoltavo un programma di radio uno che, tra l’altro, riportava le statistiche ISTAT sul lavoro.

Mi domando come facciano ad essere sempre così ottimisti, allegri, quasi felici. Almeno così sembravano i tre conduttori. Occupati in aumento, di conseguenza, meno disoccupati un Bengodi, un Eden, l’Italia che va.

M dove va? va male. Male, male. e non vogliono il governo del cambiamento. Magari cambierà poco ma peggio di così non penso.

Le politiche di Renzi, il jobs act, prima poi la continuità di governo con Gentiloni ci hanno messo in ginocchio.

Si è vero sono cresciuti gli occupati, ma dove? Non nei lavori a tempo indeterminato, che comunque definirei finti lavori a finto tempo indeterminato, i famosi contratti a tutele crescenti, che dovevano stupire il Mondo o almeno l’Europa per come i nostri governicchianti erano stati bravi e quali idee profonde ed innovative avevano avuto, seguendo le tracce di sedicenti-suddetti studiosi della materia.

sul lavoro

Ma che dice l’ISTAT?

“Continua una tendenza alla crescita degli occupati (+0,3% rispetto a marzo, pari a +64 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,4% (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente)”.

Gli occupati sono in crescita??? + 0,3%??? + 0,1%???

Ma che ci prendete per il culo???

Ed anche questi pochi dove trovano lavoro? Ma nel tempo determinato. E’ ovvio!

Dice sempre l’Istat:

L’aumento interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Crescono i dipendenti a termine (+59 mila) e in misura più lieve gli indipendenti (+14 mila), mentre restano sostanzialmente stabili i dipendenti a tempo indeterminato“.

 

Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna un aumento dei disoccupati (+0,5%, +14 mila) associato a un forte calo degli inattivi (-0,7%, -95 mila)”.

Insomma un disastro sul lavoro.

Ed hanno il coraggio di parlare? Di voler dettare le regole? E i tempi?

Ma che si nascondano bene, che si possa non rivederli più.

Forza!

Facciamo ‘sto governo e mandiamoli tutti a lavorare, almeno quell’aumento, seppur piccolo, sarà efficace.

Ceppoduro

Dice la Fornero

Dice,

Dice la Fornero a sua discolpa che quando era al governo, dovevano trovare i soldi per il mese dopo, che non c’erano alternative.

Lei dice, se guardate il video linkato sentirete anche voi, all’esodato che deve esser soddisfatto del suo lavoro (di lei), che ha fatto la cosa giusta per far tornare i conti che non tornavano, per trovare i soldi che non c’erano.

Ma che debbano pagare sempre i soliti dove è scritto? E che quelli che pagano debbano dirsi contenti, poi?

dice

Ma la Fornero dove vive?

Ah già, dice di avere un ufficio, perché lei è tornata all’università, a lei il lavoro glielo hanno mantenuto. All’altro no! Ma il suo problema non è essere esodato, non riscuotere pensione e non aver idea di quando potrà riceverla e ricominciare a vivere. Il suo problema non sono i figli da mantenere, non sono i lavoretti in nero che deve fare per vivere. Lo dice la professoressa, ex ministro, e se lo dice lei… Ma la proffe non dice proprio così, precisa, puntigliosa, che è il lavoro bianco che manca al suo interlocutore.

“Se ci fossero ancora i Vaucher, peccato siano stati aboliti, se ci fossero ancora potrebbe lavorare e contribuire pagandoci le tasse”. Per fare cosa, per andare in pensione prima? Prima o poi? Ma quando mai un lavoratore con i vaucher ci prenderà la pensione? Che fanno? Si cumulano col lavoro precedente?
E se anche si cumulassero, con alcuni giorni l’anno non andrà mai in pensione. Come con il lavoro nero. Solo che dai vaucher gli detrarranno anche tasse e contributi.

Complimenti.

E’ proprio vero, son tutti bravi.

Tutti professoroni.

Son tutti salvatori della patria.

Tutti: “Se non c’ero io chissà che disastro”.

Signora, lei ha sbagliato tutto, se voleva fare giustizia doveva togliere i soldi a chi se li era fregati, non a chi era stato derubato.

Il contratto sociale non è stato scritto dai lavoratori, i quali si sono limitati a pagare. Se i soldi erano spariti si doveva frugare nelle tasche di chi i soldi li ha chiesti e poi distratti.

Già ma non se ne è accorta, forse lei era un po distratta.

Peccato.

Ceppoduro.

Draghi

Draghi

Anche Mario Draghi si è accorto che la qualità del lavoro è peggiorata, ma Renzi no.

Draghi

Renzi continua a dare la colpa del suo fallimento al presidente della Repubblica, che non ha voluto farci votare nelle finestre del 2017, ai populisti, alle campagne d’odio, alle fake news e via discorrendo.

Dice di non voler fare un governo con i 5, dice che se lo devono fare con la Lega, perché gli Italiani gli hanno dato mandato e maggioranza.

Perché entrambi sono disseminatori di odio, no vax ecc. ecc.

“Quando gli Italiani si accorgeranno di quanto hanno fatto i governi Renzi e Gentiloni”, dice ancora Matteo, “gli riconosceranno il valore avuto”.

Renzi, oh Renzi, anche Mario Draghi si è accorto che non è stato fatto nulla, che il lavoro, dove aumentato è qualitativamente peggiorato. Anche lui si è reso conto che il Jobs Act rende precari, non liberi.

Renzi, che fake news vai dicendo?

Gli italiani il mandato di governarli non lo hanno dato a te, dopo tutto se ne è accorto anche Draghi, ma al partito democratico si.

Gli italiani non vogliono governissimi con Berlusconi, ma non vogliono neppure la Lega al governo. La lega è aumentata ma ha preso meno del PD, il PD è il secondo partito e deve governare con i 5.

Non tu, il PD deve aiutare l’Italia, tu l’hai già rovinata abbastanza e prima vai a sciare, a pescare o fare quello che ti pare, meglio sarà per noi Italiani.

Dai retta.

Dai retta a me, Renzi, lascia.

Draghi

Lascia, vedrai come il mondo sarà migliore ed un governo per gli Italiani sarà possibile.

Anche Draghi lascerà, presto, ed anche lui ha detto di aver creato 7,5 milioni di posti di lavoro, ma ha sollevato dubbi sulla loro qualità. La sua politica ha favorito la quantità, le tue scelte hanno determinato la (bassa) qualità. Non potevi scegliere diversamente?

Che ti mancava?

La ripresa c’è stata.

Potevi scegliere tra salvare banche o utenti.

Potevi scegliere tra riduzione o ampliamento dei diritti.

O potevi scegliere tra non mandare in pensione i lavoratori o non far lavorare i giovani.

Potevi scegliere tra favorire la scuola privata o la pubblica.

Oppure potevi evitare di dare mancette da 80 €/mese, da 500€ una tantum, da contratto collettivo e relativi aumenti (da fame) siglato con le elezioni alle porte.

Potevi scegliere e l’hai fatto, anche tramite Gentiloni, ma hai scelto male e non sei riuscito di evitare quei favoritismi feudali.

Ed ora, con qualche superstite Renziano, pretendete di dettare la linea.

Draghi
Sintel

Draghi

Che draghi!

Lascia, Matteo, lascia come sta per fare Mario.

Ceppoduro

Al mattino

Al Mattino

Al mattino ascolto la radio, Radio Anch’io e anche il Giornale Radio, sulla RAI.

Radio Uno stamani ha ripreso la notizia del blocco dei treni in Italia a causa del freddo.

Il ghiaccio li ha fermati, incollando gli scambi ai binari. La neve non è stata quasi mai così alta da creare problemi, ma quella poca caduta sulla ferrovia si è subito gelata.

Ora, se ricordo bene, Trenitalia pare si sia affrettata a comunicare che i treni ad alta velocità hanno viaggiato quasi tutti regolarmente.

I disagi però ci sono stati, se i GR ed i TG non hanno esagerato la notizia a scopo propagandistico elettorale, ed i disagi sono ricaduti tutti sui treni pendolari o comunque regionali, sulla vecchia linea insomma. Quelle nuove, adatte all’alta velocità hanno retto le condizioni meteo, probabilmente sono equipaggiate adeguatamene alle condizioni esterne attuali.

Bene.

E’ un ottimo risultato pensate se, nonostante il costo della tratta, l’alta velocità non partisse o non arrivasse per il gelo.

Certo però che si compra un biglietto del treno per ottenere un servizio, il trasporto. Poi se vogliamo un trasporto molto veloce, molto comodo o con servizio bar o ristorante compriamo il biglietto per treni ad alta velocità.

al mattino

Ma il servizio principale offerto da una ferrovia resta il trasporto. Da qui a li, In tempi ragionevoli. Ma se i treni veloci vanno mentre quelli lenti no, qualcosa non funziona. Chi acquista biglietti per la linea alta velocità ha lo stesso diritto di arrivare a destinazione di uno che compra biglietti standard, anche se di seconda classe. Il delta prezzo serve a pagare i servizi aggiuntivi tra cui il minor tempo di percorrenza. Il viaggio deve essere garantito a tutti quelli muniti di biglietto, altrimenti si tradisce il mandato, o la “mission”, come molti amano chiamarla, del servizio.

Ma, ovviamente, mi direte che non ci sono abbastanza soldi per garantire la funzionalità di tutta la linea. Ma come? E cosa ne fanno dei soldi del biglietto? Come facciamo a vendere biglietti di viaggio che non possono essere spesi in un viaggio.

Ma le condizioni meteo erano eccezionali, chioserete ancora.

Eccezionali?

Noi, più prosaicamente, riteniamo che forse la scelta di avere l’alta velocità sia stata un errore.

Con i soldi, pubblici, investiti in questa follia quanti altri investimenti si potevano fare, anche contro il maltempo? Ad esempio si potevano sostituire i riscaldatori, rotti, degli scambi. I riscaldatori sono resistenze elettriche installati in molte parti della linea anni fa e mai riparati, mai sostituite le resistenze rotte.

Ma invece di andare abbiamo preferito andare veloci.

Che peccato.
Ceppoduro

Calenda

Calend-air

Calenda

Mi meraviglia il ministro Calenda.

Calenda che dice di non voler parlare con quella gentaglia. Quelli che vogliono licenziare cinquecento persone entro un mese. Nel mese elettorale. Quelli che non vogliono applicare ammortizzatori sociali. Quelli a cui piacciono gli incentivi Slovacchi, tasse e costo del lavoro compresi.

calenda

Ma Calenda non si ricorda di essere stato ministro dello sviluppo economico nel governo Renzi. Governo che ha approvato, orgogliosamente, il Jobs Act. D’accordo lo strumento legislativo è precedente alla sua responsabilità ministeriale ma in quel periodo lui era viceministro dello sviluppo economico, quindi quei provvedimenti li ha pensati e voluti chiaramente anche lui.

E non pensava, allora, che quell’infausto provvedimento che avrebbe dovuto favorire l’assunzione di lavoratori, con incentivi economici alle imprese, a scapito della sicurezza del posto di lavoro, poteva essere preso anche da altri governi Europei?

Calenda, ora che è la Slovacchia…

Ora che è la Slovacchia a dare incentivi, ora che l’Italia non se lo può più permettere, il ministro si lamenta della multinazionale che vuole licenziare qui, e lo può fare, per andare di la, a prendersi gli sgravi che qui non ci son più?

Ma dove vive il nostro ministro?

Ma veramente pensava che il capitale internazionale gli fosse riconoscente, evitandogli l’imbarazzo di licenziamenti nel periodo elettorale?

E chi sosteneva il governo Renzi e magari sostiene ancora ancora quelle idee, chi pensava l’avrebbe preso in culo alla lunga?

Certo Calenda è anche il ministro che afferma non sia corretto ridimensionare l’Alitalia in un mercato in “forte” espansione come quello del trasporto aereo in Italia.
Ma allora si metta in gioco si dimetta e rilevi lui l’azienda e fondi la sua Calendair, tanto se non va, potrà sempre licenziare tutti anche lui.

E’ il Job s Act baby!!!

Meno male che presto votiamo, almeno dopo, per un po’, non sentiremo vomitarci addosso tutte ‘ste fregnacce.

Ceppoduro

Non vale è Carnevale

Carnevale

Mezzo Euro non vale, è Carnevale

A Bucine tornano a sfilare i carri, sempre di meno ma più belli.

Non vale Non vale

Carri con i soliti ragazzini che salgono ed scendono ad un ritmo a volte frenetico, mentre si tirano coriandoli e stelle filanti.

Non vale Non vale Non vale Non vale Non vale Non vale Non vale

Devo dire che adesso è molto meglio rispetto ad alcuni anni addietro, quando imperversavano bomboline e bombolette. Che spruzzavano di tutto, anche robaccia accia accia, che si attaccava ai capelli, ai vestiti a tutto, e non andava più via. Lasciando una macchia ad imperitura memoria.

Eh si, le cose cambiano, restano i bottegai a vendere qualcosa, resta il banchetto del prete a vendere i coriandoli, resta la vendita di ciacce e bomboloni.

Niente bombolette, meglio i bomboloni.

Però la ciaccia, che costava un Euro, oggi ne costa uno e cinquanta.

WOW! Non vale.

Un bel balzo. Alla faccia dell’inflazione. Allora è vero che ci stiamo riprendendo? Che stiamo uscendo dal tunnel? Beh, secondo me nel tunnel ci siamo ancora, ma allora che si fa? Perché un aumento così consistente? L’olio, lo strutto o la farina?

No. Mi hanno detto che servono per pagare gli steward.

“Gli steward? E chi sono?” Mi vien da dire.

Ma sono quelli che aprono e chiudono la sfilata dei carri del Carnevale!

Ah!

“Ma se non ci sono mai stati “.

“Ma che pensano che i ragazzini siano così scalmanati da finire sotto un carro? Dai!”.

No. Sono per la sicurezza, ma dal terrorismo.

“Dal terrorismo?, Ma sono armati? Non si metteranno mica a sparare ad un terrorista in mezzo a tutti? Va beh che non siamo tanti , ma…”

Ma  no! Sono disarmati, hanno delle belle pettorine gialle, sono li per dissuadere.

Bha!

Il mondo è strano, abbiamo paura di possibili attentati e ci mettiamo quattro uomini inermi a protezione? E cosa potranno fare?

E che faranno mai i terroristi?

Faranno costar di più le ciacce.

Gulp!

 

Giancarlo

 

Link articolo precedente carnevale

E un altro bel carnevale

Rapporto DAVOS 2018

Sì, è passato un anno dal precedente

rapporto ed uno nuovo (DAVOS 2018) è stato appena pubblicato da OXFAM.

Nulla è cambiato, se non peggiorato.

I ricchi sono sempre più ricchi i poveri sempre di più e sempre più poveri.

leggi il reportage dello scorso anno Rapporto Uneconomia-per-il-99-percento_gennaio-2017 e quello di quest’anno Rapporto Davos-2018.-Ricompensare-il-Lavoro-Non-la-Ricchezza.

Questo non succede nel mondo, lontano da noi, ma anche in Italia, in mezzo a noi.

Allora mi chiedo perché qualcuno vada dicendo di aver fatto grandi riforme, che hanno migliorato la situazione italiana. Che hanno creato un milione di posti di lavoro. Come, del resto, aveva già fatto qualcun altro prima.

Poi anche se qualcuno dirà che i posti in più sono stati effettivamente creati, come certificato dall’ISTAT, dobbiamo domandarci cosa effettivamente ci abbiano dato?

Metà dei posti sono a tempo indeterminato e gli altri mezzo milione? Precari, come sono precari quelli fissi a tutele crescenti del Jobs Act.

Ma se avete il buon cuore

di leggere il rapporto OXFAM, quello che c’è e lavoro di sfruttamento, pochi, sempre meno, diritti associati a remunerazioni minori, aumenta solo la diseguaglianza e lo sfruttamento di genere.

OXFAM si appella ai politici perché al giorno d’oggi è difficile trovare un leader politico o un dirigente d’impresa che non dica di essere preoccupato a causa della disuguaglianza.

Ma ciò che conta non sono le parole, bensì i fatti, e proprio i fatti sono il punto debole della maggioranza dei nostri leader.
Nella pratica alcuni promuovono attivamente politiche che possono accentuare la
disuguaglianza.
Nel rapporto si afferma, tra l’altro:
I governi esercitano anche un altro ruolo chiave nella riduzione della disuguaglianza:
possono usare l’imposizione fiscale e la spesa pubblica per ridistribuire la ricchezza.

E qui, da noi, i “politici” parlano di riduzione delle tasse. Non ci servono meno tasse ci serve un utilizzo migliore ed onesto dei proventi delle tasse.

Raccomandazioni del Rapporto

Governi ed istituzioni internazionali devono prendere atto degli effetti che il modello
economico neoliberista produce sui poveri del mondo.
Devono inoltre adoperarsi per costruire economie più umane che abbiano quale obiettivo principale una maggiore equità.
La disuguaglianza non è ineluttabile; è una scelta politica. La maggior parte dei leader
politici opera tuttavia scelte sbagliate, nonostante affermazioni di segno opposto e
nonostante le richieste dei propri cittadini. Un po’ in tutto il mondo, i cittadini di molti Paesi rischiano la vita per far sentire la propria voce contro la disuguaglianza e l’ingiustizia.
CIVICUS, un’alleanza che opera in favore dell’empowerment dei cittadini, ha riscontrato gravi minacce alle libertà civili in oltre 100 Paesi i cui governi preferiscono soffocare la democrazia anziché combattere la disuguaglianza.

Importanza del lavoro

La creazione di posti di lavoro dignitosi e l’incremento della quota di reddito nazionale di lavoratori e produttori, specialmente donne, sono indispensabili nella lotta alla
disuguaglianza.
Il lavoro è dignitoso se fornisce:
• Un reddito equo
• Sicurezza del posto di lavoro e tutela sociale per i lavoratori e le loro famiglie
• Migliori prospettive di sviluppo personale e integrazione sociale
• Libertà di esprimere le proprie riserve, organizzarsi e partecipare alle decisioni che
incidono sulla propria vita
• Pari opportunità e pari trattamento per uomini e donne
Insomma leggetevi il rapporto e meditateci sopra.
Chiedetevi cosa ci promettono e cosa fanno e poi votiamo.

link:

Rapporto Oxfam

Articolo precedente

Ceppoduro

Quanto vale un opera d’arte?

Quanto vale  un quadro?

Quanto vale un dipinto, una scultura, un acquerello?

E’ veramente difficile valutare un quadri.

Possiamo dire che artisti famosi hanno quotazioni oramai consuete e se dovessimo comprarli in una asta potremmo solo aspettarci emozioni speculative. Altrimenti non ci sarebbero sorprese, il prezzo è quello e basta.

Anche se devo dire che girando per musei, per esempio,  a De Chirico, che amo, vengono passati errori che a me sarebbero cassati, pesantemente. Errori prospettici, errori di ombre ed errori di ogni genere, ma De Chirico resta De Chirico e alcune croste di De Chirico, opere chiaramente tirate via, fatte tanto per fare, forse perché comunque richieste dal “mercato” in quel momento, sono esposte in importanti musei  senza problemi e senza vergogna. Senza vergogna? Vergogna!

I miei quadri non costano tanto, per superare i mille Euro devo darmi da fare su quadri di notevoli dimensioni. Se poi non faccio lo sconto, se lo fanno da soli.

Ma questo non è giusto non è corretto.

Se, cazzo, ti piace un quadro compralo e non rompere i coglioni, il prezzo è un di cui, non è importante.

quanto vale
Quanto vale?

Quali sono i quadri quotati?

I quadri più quotati sono quelli meno validi, perché seguono la quotazione dell’artista, il metraggio e poco più. Un quadro deve esprimere un concetto, un’idea, qualcosa, altrimenti deve essere tecnicamente ineccepibile. Non dice niente ma è tecnicamente perfetto, pagalo. Non è tecnicamente perfetto ma ti appaga, ti soddisfa, ti piace? Pagalo. Ma che vuoi di più? Costa tanto ? Ma cosa sono 5-700 Euro per una tela che piace, che se lo guardi ti trasmette qualcosa?

Ci sono tanti dipinti, ci sono tanti pittori, non devi faticare devi solo guardare. Che te li hanno fatti a fare gli occhi, se non li usi?

Guarda ti mostro diverse opzioni, sono tutti fatti da amici miei, se compri qualcosa mi rendi felice comunque.

quanto valess

Non comprare croste ma se una crosta ti piace non è una crosta, prendila, pagala.

Vaffanculo.

Giancarlo

 

fonte:

Blog

Esperti

Gli esperti siamo noi.

Esperti di qui, esperti di la, mi sembrano tanti Figaro, barbieri di qualità, in quantità.

Tutto un gran parlare di esperti e, per contrapposizione diretta, di inesperti o neòfiti.

Esperto: colui che ha conoscenze specifiche in un ben delineato settore (Wikizionario).

Oppure, detto meglio:

Un esperto, nel senso di competente, è una persona alla quale, per motivo di professione oppure per una comunque acquisita competenza ed esperienza su una data materia, viene richiesto di fornire pareri scientifici su argomenti di dettaglio. (Wikipedia)
Spesso ci viene detto di affidare il fare delle cose agli esperti, di evitare gli incompetenti, i dilettanti ed i neofiti.

Ma è giusto diffidare?

Penso che non sempre lo sia, ma prima mettiamoci d’accordo su chi possa fregiarsi del termine esperto.
Non è per auto-definizione e non è per tutti i settori.
Nei campi specifici, la definizione di esperto è stabilita dal consenso degli altri specialisti e non è necessario per un individuo avere qualifiche professionali o accademiche per essere definito un esperto.
Ma non sempre l’esperto è definito tale da specialisti, siamo soliti dare o darci dell’esperto informalmente, a piacere nostro, senza che ci siano criteri oggettivi per sapere quanto lo sia veramente.
Di solito il fattore tempo sembra determinante, col tempo si matura esperienza in quello che si fa o nel mondo in cui si opera.

Operare bene o male, questo è il nocciolo.

Si può affrontare un compito o un problema agendo bene o male. Possiamo trovare una o più soluzioni, creare modus operandi di successo, aumentare il benessere societario (collettivo o individuale), scoprire cure efficaci, inventare nuove macchine ecc. Ma possiamo anche non azzeccarne una, creare procedure insulse e fallimentari, impoverire la società (ditta o comunità che sia), favorire il diffondersi di pandemie, lesinare sulla qualità di attrezzi e macchinari prodotti, ecc.

In entrambi i casi siamo esperti del settore e della materia, perché vi abbiamo dedicato tempo e risorse, ma con scopo e risultati non certamente positivi.
Poi ci sono dei campi, come quello politico, che affidarli ad un neofita, possa essere di giovamento
Considerando i risultati politici dei politici esperti.
Considerando gli scandali in cui si sono cacciati.
Per non favorire favoritismi e scambi di piaceri.
Vogliamo un neofita come nuovo presidente del consiglio.
Vogliamo neofiti in tutto il parlamento.
Una squadra nuova, ma di gente con voglia di fare, che non si metta nulla in tasca.
Centinaia di persone che non arricchiscano, se non di esperienza, dall’esperienza politica.
Costruita dal nulla, facendo le cose per bene, giorno per giorno.
Ceppoduro

Quelle bombe Italiane

Bombe Italiane

Ne avevamo dato notizia qui nel blog nel 2015, il 18 di Novembre. Quelle bombe Italiane erano in partenza da Cagliari verso l’Arabia Saudita, ora sono arrivate a destinazione e sono state impiegate.
Come sono state usate l’ha scritto il New York Times nell’articolo ” Airstrikes in Yemen Kill 68 Civilians in a Single Day

guarda il video “How Did Bombs Made in Italy Kill a Family In Yemen?

 riportato qui di seguito:

Noi non possiamo verificare che quanto asserito nell’articolo e nel video sia vero: 68 civili Yemeniti, uccisi in un solo giorno da attacchi aerei Sauditi con bombe fabbricate in Italia. Ci ricordiamo delle prove inoppugnabili dell’ex primo ministro Britannico Tony Blair sulle armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein, defunto dittatore Iracheno.

Ma su quelle bombe Italiane

La fonte è autorevole e non siamo a conoscenza di smentite ufficiali del nostro governo.

Quelle bombe ItalianeAllora in mancanza di questo non possiamo che dare credito al NYT.

L’Italia ha inviato bombe in Arabia Saudita che sono state impiegate per attaccare villaggi civili in Yemen.

Non ne siamo orgogliosi, non ci piace come il nostro governo interpreta la costituzione, quell’articolo 11 che pure tuona così chiaro e forte contro la guerra.

Neppure come non rispetti nemmeno le risoluzioni internazionali.

Allora dicemmo:

Dovremmo smetterla di fornire armi ed armamenti alla coalizione Sunnita, ma Renzi è andato in visita ufficiale a Riyad senza dirci perché. Nemmeno ha tuonato contro la guerra, mi pare. Chissà perché? Allora dobbiamo tacere anche noi?

No.

Noi non vogliamo farlo.

Noi dovremmo smetterla di esportare morte.

Non ti senti sporco di sangue anche tu?

Al posto di Renzi ora c’è Gentiloni ma non è cambiato nulla. La politica è sempre la stessa. Il rispetto della Costituzione anche. A pensarci bene ora, si capisce meglio perché volessero a tutti i costi cambiarla questa Costituzione.

Fortunatamente non ci sono riusciti.

Ricordiamocelo. Sempre.

 

Giancarlo

 

Fonte: The New York Times