Tutti gli articoli di Giancarlo Arrigucci

Ho visto un quadro

Ho visto un quadro

Ho visto un quadro, di un artista a me sconosciuta. Ma non è sconosciuta a tutti, anzi è famosa. Olga Carolina Rama, si chiamava, nota come Carol Rama (Torino, 17 aprile 1918 – Torino, 24 settembre 2015), ed è stata una pittrice italiana.

ho visto

E’ famosa, da autodidatta e per il primi decenni di lavoro non è che lo fosse tanto, ma poi dopo un premio alla biennale di Venezia lo divenne.

Molte sue opere sono discusse e discutibili, per la sua visione del mondo, della donna, dell’uomo e della loro sessualità. Arti, organi, protesi, falli e vagine, tutto in bella mostra. Tutto che mostrava un eros, un’interiorità diversa dal comune. O forse tanto comune da piacere a molti, anche i più critici.

L’ho visto su Facebook

Sul gruppo Facebook dove è apparsa l’immagine che ho visto è iniziata subito una discussione accanita. I pro per lo stile, per la realizzazione, per l’impatto visivo, per la notorietà dell’artista e/o per il valore commerciale dei suoi dipinti.

I contro per la bruttezza, per la mancanza di stile, l’infantilismo, per il soggetto e/o per l’oggetto del dipinto.

Si sono prodotte due fazioni.

Non sono partiti ceffoni perché tutti erano solo in contatto virtuale con gli altri. Ma non sono mancate porte sbattute in faccia agli altri e parole di scherno e derisione.

E’ chiaro il sesso ha sempre offeso, irritato, diviso, animi e corpi.

L’arte che esplicita il sesso ancora di più.

Dipingere in maniera infantile, ancorché voluto e cercato fornisce una scusa per denigrare l’argomento dell’opera, anche se non lo ammettiamo, neppure a noi stessi.

D’altro canto la rappresentazione del sesso, della sessualità o di altri emozioni estreme può servire a giustificare la scarsezza di mezzi pittorici.

Volevo chiedervi su quello che ho visto

ho visto
Il dipinto oggetto della discussione del gruppo

Ma il risultato visivo è importante per voi o no?

Intendo dire che, a parte il significato dell’opera, voi guardate la tela come un oggetto, che può essere bello anche con tre tagli, o giudicate lo stile utilizzato, la tecnica appresa o meno dal pittore?

Voi l’appendereste quel manufatto in salotto? Perché?

Alcuni non lo farebbero mai, gli sembrerebbe di avere un foglio del figlio all’asilo appeso in parete.

Altri senz’altro lo vorrebbero possedere, se non altro per il valore che sembra avere.

Alcuni ancora lo vorrebbero per il messaggio.

Altri ancora lo farebbero perché gli piace, perché è bello, indipendentemente da tutto.

Io non so, se guardo questo soggetto defecante non lo vorrei in bella mostra dove e mentre mangio.

Il disegno del soggetto è bruttino, la composizione carente.

Ma il dipinto in se non è male, le varie macchie di colore rosse e brune stanno bene assieme e nell’interezza del quadro si colgono spunti emozionali.

Che sono quelli che un’opera d’arte deve avere, anche se non ha altro, se non è ben disegnata, ben inserita nella scena e gradevole alla vista.

Se poi fa tanto discutere ed accende gli animi come ha fatto questa di Carol Rama, voi come la volete definire?

Se non un’opera pittorica di primo piano?

Giancarlo

Blender

Blender

Blender è un programma open source.
E’ leggero e molto potente.

Blender
Per esempio ho fato un piccolo campetto da calcetto pervoi con una palla semplice semplice, in 5 minuti.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
“Blender è un software libero e multipiattaforma di modellazione, rigging, animazione, compositing e rendering di immagini tridimensionali.
Dispone inoltre di funzionalità per mappature UV, simulazioni di fluidi, di rivestimenti, di particelle, altre simulazioni non lineari e creazione di applicazioni/giochi 3D.
Tra le funzionalità di Blender vi è anche l’utilizzo di raytracing e di script (in Python)”.
I blenderisti sono una comunità molto ampia di utilizzatori del programma, io sono un blenderista.

BlenderBlender

Alcuni lo usano a livello professionale altri, come me, amatoriale.
Con Blender posso costruire un oggetto tridimensionale ed in seguito utilizzarlo per realizzarne immagini, da varie angolazioni, luci e ambientazioni.
Posso creare animazioni, anche molto complicate.
Posso fare di tutto, anche se non  ne sono capace. In rete troviamo migliaia di video guide, pagine web o PDF su come realizzare particolari effetti in Blender.


Basta avere un’idea e si può trovare l’informazione utile per realizzarla, anche in Italiano, per chi avesse problemi di lingua. Comunque mi è capitato di seguirne uno in Tedesco e riuscire a fare quello che volevo.
Lo scopo di questo articolo è di farvi conoscere il programma.
Farvelo scaricare ed installare nel vostro computer e incitarvi a provarlo.

Blender

Se utilizzate Linux, non avrete problemi installatelo con un qualsiasi sistema a pacchetti della vostra distribuzione o come meglio preferite.
Anche se utilizzate Windows il software è completamente gratuito e di semplice installazione, lo stesso per Mac OS BSD e tutti gli altri sistemi operativi.
Quando avviate il programma vedrete la finestra iniziale.

blender

Cliccando ovunque la finestra di benvenuto scompare lasciando il posto alla finestra di lavoro.
Già pronto all’uso  c’è un cubo, illuminato da una lampada e ripreso da una camera.
Con il mouse o la tastiera potete muoverlo.

Ingrandirlo:

Cancellarlo  e sostituirlo con altre forme.

Blender

Questi oggetti possono esse modellati o animati in vario modo ed il risultato catturato in un video, in immagine con vari formati.

Provate, provate, provate.
Giancarlo

Il sole

Il sole.

Il sole è caldo.

Lo senti sulla pelle, lo senti attraverso i vestiti. Ti fermi un attimo, respiri, a bocca aperta, profondamente.

Il sole ti impedisce anche la visone, accecandoti. A poco serve la mano tesa sopra la fronte. Oggi picchia veramente duro. Chissà come mi è presa la voglia di andare a Solata? Da San Leolino potevo andare alla fraschetta e scendere giù verso Le Mura e da li decidere se girare verso Tontenano o verso il Fornello, ma no, mi son detto: “Vado a Solata” e così ho fatto.

il sole

Giunto a Poggio al Fattore potevo scendere verso Ristolli e risalire il borro di Solata fino alla strada da Cennina, ma ho preferito andare lungo costa, seguendo la vecchia strada Romana fino al cimitero di Cennina. E una strada molto panoramica, anche quella coperta da alberi e rovi. Si incontrano corbezzoli stupendi. A volte i grossi massi laterali sono scavati in rivoli e buche che rendono unica e bellissima la loro conformazione superficiale, apprezzata anche dalle lucertole e dalle serpi che loro si, si godono il sole di questa torrida giornata.

Anche i tafani sono felici oggi

Un grosso mammifero sta transitando nella loro area di caccia.

il sole

Mi seguono, mi precedono, posandosi ogni tanto sulla mia pelle, sulla mia maglia, tra i miei capelli. Specialmente se mi fermo, mi sono subito addosso.

I tafani sono protetti, non possiamo schiacciarli, come sarebbe facile dopo che hanno punto e succhiano estasiati il tuo sangue. Allora non li devi far posare, li dei scacciare, devi camminare veloce, perché ti rincorrano involo ma non si buttino sulla preda.

il sole

E sudi, sudi così tanto che altri tafani arrivano famelici. Maledici ancora l’idea di andare a Solata.

Come ho potuto pensarlo.

Intanto raggiungo il bivio.

Devo decidermi salita fino a Solata o discesa fino a Tontenano?

Ci penso. Non troppo .

Giù a valle verso casa.

Giancarlo

Pratovecchio

Pratovecchio

C’è un paese in Casentino, che si chiama Pratovecchio.

Ci sono tanti monumenti di interesse nel paese e nei dintorni, una è la Pieve di San Pietro a Romena.

Ci sono piazze interessanti come quella nuova e quella vecchia.

Poi ci sono degli amici, che si ritrovano, dipingono, mangiano, fotografano.

C’è gara???

No!

Non è competitiva ma collaborativa, si ride, si scherza, si parla del più e del meno.

Più del più e meno del meno.

Si ammirano i ceselli, si fanno i complimenti al padrone di casa.

Si raccontano distanze, paesi, altri mondi.

Ed il tempo passa in fretta ed è già sera, si torna a casa tutti più rilassati e felici del giorno prima.

Giancarlo

 

Pratovecchio
Il comune di Pratovecchio si è recentemente unito a quello di Stia

 

Pratovecchio
Più avanti anche le immagini degli altri artisti in B/N/Colore 🙂

Poesia:

Giorno dopo giorno, mi guardo intorno
E vedo nego vedo che annego dentro,
Il silenzio di chi ha perso schiavo di sé stesso.
Avvieni che mi perdo, nei meandri del nonsenso
Vi dico quel che vedo,
Non prendetemi sul serio
Ho qualche difetto; sono tutto intero
E forse era meglio se’l cuore non l’avevo
Per soffrire un po’ di meno, almeno non piangevo …
[(prima di Romena intitolata – Sfregio) Luogo comune, da Melodico Silenzioso, Pratovecchio]

Poesia:

Non è molto complicata da spiegare
questa pur mostruosa Entropia:
ogni cosa ch’abbia un Ordine interno
sta in piedi soltanto per la forza
un po’ precaria che lega fra loro
atomi e molecole riottose;
è dunque Ordine raro e delicato,
seppure non si sa da Chi inventato,
si sa solo per certo che esso,
per quella legge che i dotti metafisici
chiamano rassegnati “Entropia”,
è destinato fatalmente a disgregarsi
perdendo sempre più la sua preziosa
energia: per un fatto misterioso
ogni atomo perde presto o tardi
la sua forza, ed allora è fatale
che molli la sua presa dal fittizio
agglomerato di molecole compagne
restando per un po’ allo sbando in aria
e poi lasci la Terra al suo destino
per i lontani spazi siderali
finché anche il più piccolo moto
dei suoi stanchi elettroni si arresti
per il freddo terribile del Cosmo
arrivato allo Zero Assoluto.

Ancora a proposito

A proposito

Ancora a proposito di quel che scriveva ieri Ceppoduro su queste colonne a proposito di Sanremo, devo dire che ha molte ragioni. Purtroppo in Italia, forse nel mondo intero, abbiamo perso la ragione.

Ancora a proposito

Viviamo da malati per morire da sani. La decadenza fisica, e in parte anche quella mentale, è inevitabile, lo sappiamo.

Ancora a proposito: vedere Ornella Vanoni con la pelle del viso e del petto liscia come il culo di un bambino ha impressionato anche me. Chi ha visto recenti foto della cantante prima del lifting di Sanremo capisce bene di cosa parlo. Ma la cosa più impressionante penso non sia nemmeno quella, in fondo se non fai caso alle mani o alle braccia, che non hanno subito lo stesso trattamento, puoi addirittura non accorgertene. Impressionante è guardarla in faccia, con quell’espressione surreale, da maschera di carnevale, o peggio da zombi.

Ancora a proposito del macello degli zombi

Che non sia facile per un artista del palcoscenico accettare il tempo che passa posso capirlo. Mina non lo ha accettato e non si è presentata più in pubblico, ha continuato a fare dischi e si è occupata di radio, dove il suo aspetto fisico restava celato, privato, personale.

Ma che qualcuno debba macellarsi per apparire più giovane, o più bello, di quel che non sia, non lo capisco, non lo accetto. Non dovrebbe nemmeno essere permesso.

Occorre distinguere la chirurgia estetica per piacere da quella per necessità e bandire la prima consentendo solo la seconda.

Autodistruttivismo

Che rispetto possono avere i giovani del loro corpo e di se stessi se il modello di riferimento è lo stesso dei vecchi di questo festival?

Il corpo diviene una merce qualsiasi da impacchettare al meglio e da vendere al miglior offerente.

Il corpo diviene un contenitore vuoto da offrire e da prendere a piacimento. Il contenuto non c’è o non è più importante.

Si appare non si è.

Non si cerca di lasciare ai posteri il meglio di se, si cerca di rimanere con i posteri.

Non vogliamo morire, ma il nostro corpo non lo sa e ci rema contro, si disfa, si putrefà, mentre noi continuiamo imperterriti a vivere.

A vivere???

Giancarlo

La luna

Nel pozzo c’era

la luna.

la luna

Ma chi vuoi che la veda. Il pozzo è in disuso da tempo. Solo in estate ci calano una piccola pompa, con il motore elettrico, usata per innaffiare l’orto. Poi tornano a riprenderla a fine Settembre. Ma l’ortolano non guarda nemmeno più in giù. Eppure sarebbe bello vederla, la luna nel pozzo, il fondo la ingrandisce un pochino e l’acqua che si muove per qualche brezza lieve la fa ondulare dolcemente.

Che bella la luna

con la sua faccia piena e sincera. Lei ci vede e sorride, lievemente. Come sapesse di noi. Come ci conoscesse uno ad uno.

Beh, in fondo ci conosce per davvero, nelle calde notti d’estate ci viene a trovare spesso, mentre dormiamo. Si riflette nei vetri delle finestre aperte ed entra nelle nostre case. Ci guarda sognare, ci ascolta respirare, ci vede nascere e morire.

La luna

Non c’è sempre, ma se apriamo la nostra mente, come le finestre, ci viene di certo in aiuto.

Ci guida nel pensiero, nella riflessione e nelle decisioni. La luce della luna ci indica la strada, non è accecante come quella del sole, è una luce riflessa, filtrata, non ci ingannerà mai, possiamo starne certi.

E’ strano però, come da sempre gli uomini cerchino di farci disprezzare la luna. Chiamano lunatici quelli che si comportano stranamente, che sono incoerenti. Non è bello esser definito lunatico, accostarci alla luna non sembra un bene! Sembra che il genere umano preferisca cercare aiuto nel sole, la verità nel sole. Chi è solare, è una bella persona, positiva.

Ma non possiamo guardare in faccia i sole e cercarvi alcunché, dobbiamo affidarci alla luna per non rimanere accecati, storditi e perdere il senno, la vita.

la luna

La luna invece ci aiuta, per questo molti animali, molto meno stupidi di noi, la guardano ogni sera e gli ululano una canzone.

Giancarlo

Povera Italia

Povera Italia

Povera Italia.

Meno male che abbiamo la buona scuola (sic) perché ci manca del tutto il buon governo.

Il futuro di un paese dovrebbe essere coltivato dalla scuola. La scuola, di ogni ordine e grado è gestita dal MIUR, il ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca. Almeno questo è il significato dell’acronimo che lo definisce.

Nella patria di scrittori come il Manzoni, poeti come il Foscolo, scienziati come Galilei, matematici come Fibonacci, pittori come Modigliani, ingegneri come Olivetti, in un’Italia grande esportatrice di cervelli all’estero, ma non di cervelli da friggere con i carciofi, di cervelli pensanti, di geni. Per quanto si possa essere geni, nella moderna società tecnologica. Dove le specializzazioni sono spinte al massimo per creare mostruose macchine pensanti e facenti .

In questa terra gloriosa, dicevo, il MIUR si dovrebbe occupare della scuola, uso il condizionale, ma spero che sia giusto usare il presente “si occupa”. Non ho modo, da comune cittadino, di sapere e controllare cosa faccia il ministero, come passino il tempo i suoi addetti, impiegati, funzionari e dirigenti.

Surfando, surfando.

Ma da utente del web mi capita di vistare siti internet, anche quello del MIUR.

In realtà non è stato un caso, volevo prendere informazioni sugli eventuali adempimenti per l’iscrizione di mio figlio al prossimo anno scolastico. Sono entrato nel sito ed ho selezionato l’area famiglie.

D’altronde sono andato li anche lo scorso anno per l’iscrizione al primo anno, e tutto aveva funzionato bene.

Povera Italia

Che ti trovo?

In primo piano le modalità di iscrizione all’anno scolastico 2017/2018.

Di fine febbraio 2017 l’ultimo articolo informativo pubblicato nella sezione in basso. Tutti glia altri post presenti sono più vecchi, ben più vecchi. Controllate lo screen shot qui spra o andate voi al sito.

Beh, che ancora non ci siano informazioni sul prossimo anno scolastico sembra normale ma che ci siano ancora le istruzioni per quello che oramai volge al termine, e che non ci sia stato altro da comunicare alle famiglie da febbraio scorso, da un anno, non riesco a crederlo.

Sarà un bug, sarà un trojan della Casaleggio & Associati. Non sarà mica che sarebbe ora di mandarli tutti a casa?

A meditare sulla vita.

A studiare.

Giancarlo

Libero arbitrio

Perché si parla di

Libero arbitrio?

Innanzitutto perché non esiste il fato o la predestinazione.

Tutto è scelta. Tutto dipende da noi.

In ogni momento ci troviamo di fronte a bivi, a volte trivi. Allora che facciamo?

Andiamo di qua o di la?

Facciamo questo, quello o quell’altro ancora?

Ragioniamo, seguiamo il cuore o ascoltiamo suggerimenti di altri?

libero arbitrio
Ercole al bivio, dipinto di Annibale Carracci (1596), raffigurante l’indecisione dell’eroe fra le alternative della virtù e del vizio

Naturalmente si potrebbe obiettare che, comunque vada, non scegliamo mai, ma facciamo solo quello che dobbiamo, inconsapevolmente.

E’ una possibilità, tra una miriade di altre.

Immaginare che qualcuno ha scritto per noi tutto quello che abbiamo fatto, stiamo facendo o ci accingiamo a fare, è una presunzione indecente.

Chi siamo per meritare tanta attenzione? Chi può dedicarcene così tanta? Maniacale e perversa.

Quando le cose non vanno bene abbiamo scelto male. Al contrario quando facciamo qualcosa che ci soddisfa, quando ci va bene.

libero arbitrio
Stemma di Forcella raffigurante la Y pitagorica, che simboleggiava la possibilità di scelta tra i due opposti sentieri iniziatici del vizio e della virtù.

Se avessimo svoltato a sinistra non ci saremmo scontrati con l’altra auto.

Restando a casa, invece che andare in collina, non avremmo preso il raffreddore.

Se fossimo andati al mare, l’anno scorso, adesso forse saremmo fidanzati con qualche bella ragazza. Ma non essendoci andati, non sapremo mai se le avremmo trovate.

Anche quando scegliamo di non scegliere, scegliamo.

Libero arbitrio

Quindi sia in negativo che in positivo, siamo noi a scegliere il nostro destino. Noi con gli altri che, o che non, incrociamo nella nostra vita. Altri che fanno scelte arbitrarie come noi.

Non c’è ragione di essere fatalisti o deterministi, le cose non vano come vogliono o come devono, ma come le facciamo andare.

libero arbitrio
Giorgio De Chirico Ettore ed Andromaca 1916

Quello che è vero oggi domani sarà diverso.

Quando tutto va male, anche al colmo della disperazione non conviene arrendersi, chi si arrende non può cambiare il corso delle cose.

Dobbiamo esercitare quel libero arbitrio che nessuno ci ha donato. Che possediamo assieme all’intelligenza, alla ragione.

Dobbiamo continuare a ragionare sugli sbagli, per imparare a non sbagliare più.

Per non affidare le nostre scelte al caso.

Per scegliere.

Giancarlo

 

Enciclopedia Treccani

L’ultimo teorema di Fermat

Voi non immaginate nemmeno quanto sia bello il

Teorema di Fermat, anzi l’ultimo teorema di Fermat.

Sono sicuro che tutti voi ne avete sentito parlare, ma se ciò non fosse…

… quella sopra è una formula che, molto semplicemente, dice che la somma di due numeri corrisponde ad un altro numero. Però questo è vero per  n=1

ad esempio 1+2=3

Cioè si possono sommare due numeri interi qualunque ottenendo, sempre, un numero intero.

In certi casi è possibile ottenere una somma intera anche per n=2.

Come nel teorema di Pitagora. In un triangolo rettangolo la somma dei quadrati  è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa. Un esempio facile da capire senza calcoli complessi è quello di un triangolo rettangolo i cui cateti misurano: uno 3 e l’altro 4 unità, l’ipotenusa conseguentemente misurerà 5 unità. Quindi (3×3)+(4×4)=(5×5) –>(9)+(16)=(25) –> 25=25.

Pierre de Fermat affermò che non esistono soluzioni intere positive all’equazione:

se  .

Cioè non ci sono numeri

Cioè non ci sono numeri interi che risolvano questa equazione per esponenti maggiori di 2. Cubi, potenze di 4 ecc. Questa asserzione fu detta congettura di Fermat. Il quale affermò di poterla dimostrare nel 1637. Quando annotò nel margine di un libro: “Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina”. Dimostrazione che però poi non trascrisse da nessun’altra parte. E nessuno, seppur molti provassero, riuscì nel tentativo di dimostrare la veridicità della congettura. Qualcuno trovò dimostrazioni per l’esponente 3 (Eulero) o per l’esponente 5 (Legendre) ecc. Solo nel secolo scorso (1994) Wiles è riuscito a dimostrarlo per qualsiasi esponente, ma la dimostrazione è difficile, complicata e coinvolge conoscenza matematiche superiori. Tanto che la maggior parte dei matematici la mastica a malapena.

Non tenterò certo di spiegarla io, qui, ora.

Quello che vorrei farvi notare del teorema di Fermat

Quello che vorrei farvi notare, invece è come intuitivamente sia semplice capire che l’equazione non può essere vera per esponenti maggiori di 2.

L’esponente uno ci pone in un mondo unidimensionale per cui ad ogni unità posso aggiungerne altre e queste daranno sempre un numero intero di unità.

L’esponente 2 ci pone in un mondo bidimensionale, anche qui si possono sommare quadrati per ottenere altre figure bidimensionali, di queste ultime quelle quadrate saranno meno frequenti ma ce ne saranno.

la prima delle tante è

 

 

 

cioè 9 + 16 = 25

Teorema di Fermat+Teorema di Fermat

= Teorema di FermatOra, se adiamo avanti, l’esponente 3 ci porta in un mondo tridimensionale.

E’ intuitivo che in questo mondo la somma di due volumi, qualunque siano i loro valori unitari, non potrà mai dare un altro cubo uguale alla somma degli stessi. Cioè se si sommano le unità di volume in una direzione non ci saranno più unità da espandere nell’altra.

Teorema di Fermat

Teorema di FermatTeorema di Fermat

Se raddoppiamo il volume o lo aumentiamo di una unità nelle tre direzioni non otteniamo mai un cubo.

Teorema di FermatPer ottenere ancora un cubo dobbiamo raddoppiare i lati, ma il volume diviene di otto unità (una dietro non si vede).

e non si possono sommare due cubi ottenendo un altro cubo, è fisicamente impossibile. Se triplichiamo il lato il volume aumenta di 27 volte.

Teorema di Fermat

Assumiamo lo stesso andamento  per spazi superiori al tridimensionale, che però non posso rappresentarvi.

Ecco, in modo empirico, abbiamo risolto la congettura di Fermat. Che quindi è vera. Ma questa dimostrazione, seppur mi piaccia, non è matematicamente corretta o accettabile.

Sarebbe stato troppo bello, troppo facile. Dovrete studiarvi meglio la matematica se vorrete affrontare la dimostrazione ufficiale del teorema di fermat, dell’ultimo teorema.

In realtà per raddoppiare il cubo occorre ampliare i lati del cubo di circa 1,259921049894873164767210607… (sequenza A002580 dell’OEIS) che è il valore della radice cubica di 2.

Mi domando, comunque, come potrà mai, l’utilizzo di questo valore, dare un risultato intero nel raddoppio del cubo?

Giancarlo