Tutti gli articoli di Ceppoduro

Complimenti

Volevo complimentarmi

Volevo fare i miei complimenti alla classe dirigente del PD, donne e uomini.

Certi risultati fanno impressione.

Il povero Gelli non ha vissuto abbastanza per compiacersene, per complimentarsi con coloro i quali hanno attuato buona parte del programma.

Ho letto su FB: PD = Perde Dappertutto.

Forse a Rignano areranno la piazza invece di intitolargliela. A Laterina si son già fusi con Pergine, per dimenticare Laterina… per dimenticare.

Complimenti

Era difficile fare meglio, nemmeno il PCUS, ha saputo fare peggio. Con le dovute proporzioni, ovviamente.

Meno male che la classe operaia è sparita.

Meno male che i proletari rimasti son solo quelli che ricorrono alla fecondazione assistita o all’utero in affitto.

Ma meno male che il povero Berlinguer è morto, altrimenti sarebbe morto un’altra volta.

PIDDI.

Tutti morti.

Piddi minuscolo, un nulla, niente, nada (niente in spagnolo, non la cantante di Livorno).

Almeno, quando c’erano le provincie, il PD da qualche parte in altItalia si poteva ancora trovare, ma ora, non gli bastava abolire il PD, hanno abolito anche le provincie e di PD non c’è n’è più nemmeno a Padova.

Complimenti

Ma non si dimette nessuno?

No, non si dimette nessuno!

Ma li tenete tutti?

Si, li tenete tutti!

Come al solito non hanno mica sbagliato loro, sbaglia chi ancora insiste a votarli, donne e uomini senza idee, senza fede, senza vergogna (votanti o votati?).

Classe dirigente PD, gente esperta, con una lunga preparazione politica, anni ed anni di scuola di partito, di formazione politica, mica i buzzurri della Lega e dei 5S. Se hanno sbagliato loro, gli esperti PIDDI, che faranno gli incompetenti al governo, i neofiti della politica, i nuovi barbari? Ci porteranno alla rovina? Ci porteranno alla rovina!

Ma forse i giovani muratori non ce la faranno a prendere il potere.

Forse perderemo la libertà, almeno quella d’informazione, se non daranno più soldi alla libera imprenditoria giornalistica.

E allora, se lo faranno, chi ci dirà più cosa dobbiamo pensare e perché. Chi ci dirà perché dovremmo essere contenti? Becchi e bastonati.

Ho sentito un direttore di giornale, persona informata sui fatti, asserire che è una vergogna respingere le navi. Perché a bordo, tra gli altri c’era anche, e non solo, ma anche, un bambino quasi malato. Quasi ???

PD un partito quasi morto. Quasi ???

Complimenti.

Riposa in pace.

Ceppoduro

In memoria di Enrico Berlinguer e Sandro Pertini, uomini veri.

Complimenti Complimenti

 

PD in confusione

PD in confusione

Incredibile vedere il PD in confusione dare la colpa delle sue scelte ad altri.

PD in confusione

Salvini spopola, parla, parla, parla, su tutto: rilanciando sulle sue stesse affermazioni. Entrando in ambiti che non sono di sua competenza (almeno nel governo di cui fa parte).

Lo fa per raccogliere i maggiori frutti da quanto a seminato, dalla sua posizione attuale.

Non vuole i profughi, non vuole i Rom, è in prima linea su tutto, ora anche NO VAX (ma non erano i 5Stelle???).

E tutti che si indignano, specialmente il PD, chi? Il PD.

PD in confusione

Ma con quale coraggio parlano ora?

Salvini al governo ce lo hanno mandato loro.

Quando hanno detto no ai 5Stelle. quando hanno deciso di stare all’opposizione, visto che non potevano ingaggiarsi con Forza Italia.

Se loro avessero formato un governo con i 5Stelle, come avevamo auspicato già, non avrebbero da lamentarsi per le intemperanze leghiste.

Ma già le élite del PD non potevano socializzare con i bruti 5Stelle, che continuano pervicacemente a chiamare grillini.

PD in confusione

Grillini che si son già dimostrati molto più seri dei piddini nella guida del paese.

Inoltre è strano che ci sia ancora chi parla di deriva del Paese, Salvini dice nient’altro che quello che la maggioranza del Paese pensa, magari molti non lo dicono, ma lo pensano, anche nel residuo PD.

PD in confusione

PD in confusione

Chi guida un paese lo deve indirizzare con il periodo PD non si è visto nessun indirizzo: profughi, migranti, clandestini, foreign fighters arrivavano come volevano, senza tregua, senza controllo. Poi non si fermavano da noi? Poco importa il continuo transito fa si che le presenze siano consistenti, sempre.

Questa massa di schiavi, di sfruttati, di oppressi ed oppressori è stata accettata da quei governi per 80 Euro, per poterli dare, omaggio elettorale, mancia miserabile, sputo in faccia alla miseria, a quegli Italiani indigenti che con quei soldi non hanno superato la loro indigenza ma che dovevano essere pronti a votare in massa il partito di governo.

Il solo fatto che Salvini abbia fatto la voce grossa, senza alcun altro atto formale, senza 80 Euro, lo ha proiettato nell’olimpo dei politici Italiani.
E’ razzista? E’ irresponsabile? O è solo fascista?

Bene, non lamentatevi è li per merito vostro.

PD silenzio.

Vergogna.

Ceppoduro

 

Il rock è morto

E’ definitivo:

Il rock è morto.

Il rock è morto

E’ morto, anche se non lo sa, anche se molti sembrano convinti che sia ancora vivo e lotti. Non lotta più. Che rimane? Se non il commercio? Gli ideali sono finiti nel conformismo, restano poche idee, mai rivoluzionarie. Fatte solo per vendere un disco o un concerto.
Rocckkeettaarrii gente stempiata che ha perso ogni stimolo, perfettamente (c)entrata nello estabilishment. Classe media che invidia la gioventù a chi ce l’ha o i soldi a chi li spende. O, se volete, la voglia di spenderli per chi non li ha.
Insomma il peggio del peggio del peggio.

Il rock è morto.

Il rock è morto

Non si riprenderà mai, nonostante le varie sotto classi di rock, neanche una dice più niente, fa più niente. Non scandalizza nemmeno. E’ muta. Ma il peggio non sono i nuovi rocckkettari, sono i vecchi fan, che non si rassegnano.
Sono zombi come i vecchi gruppi gloriosi, che non vogliono smettere mai. Suonano sempre le vecchie canzoni, meglio, perché non hanno niente da dire.
Da rivoluzionari si sono trasformati in conservatori, anzi in congelatori, imbalsamatori, sacerdoti di se stessi e delle loro musiche.

Fate posto a chi ha fame, a chi ha sete a chi deve trovare una via, andatevene, state a casa, morite ma non fatevi vedere, mummie di voi stessi, che nemmeno i vermi vi vogliono, non vivrete in eterno ma in eterno dovremo subirvi. Nascondetevi, fatevi seppellire vivi o morti, è lo stesso, nemmeno i vermi vi vogliono, rendetevene conto ed uscite di scena.

Un bravo artista sa uscire di scena se deve. Datevi alla pittura, non disturberete più il mondo e forse riuscirete a lasciarci qualcosa di utile, nuovamente di bello..Il tempo passa e bisogna andare in pensione, occuparsi dei nipoti, dedicarsi a noi stessi.

Dedicatevi a voi, il rock è morto.

Il rock è morto

Ceppoduro

 

Palle di sughero

C’era una volta un ragazzo

Uno che tutti chiamavano palle di sughero.

Aveva tredici anni, o poco più, non aveva ancora raggiunto la pubertà: era un ragazzo, appunto. Per questo era palle di sughero.

Non era certo delicato con i coetanei, maschi e femmine. Ma non era cattivo, forse era solo timido.

Palle di sughero

Fatto sta che a menar le mani non ci pensava due volte, giù scazzottate per un nonnulla. Nessuno che riuscisse ad andarci d’accordo.

Magari poi si pentiva, ma non lo dava a vedere. Voleva essere considerato grande ed i grandi, si sa, non hanno pentimenti. E forse non hanno neppure sentimenti, per questo non dava mai a vedere quello che provava.

Anzi lo nascondeva bene, Palle di sughero.

Ogni tanto passava davanti ad un’edicola. L’edicola della stazione.

Vedeva le riviste stese davanti e quelle appese alle pareti, ma non gli interessava no più di tanto se non per i colori vivaci o per i titoli strillati.

Un giorno entrò dentro fino al bancone ed oltre. Lateralmente il tunnel dell’edicola continuava tra giocattoli e plasticacce varie.

Cercava qualcosa per sua sorella, per il compleanno. Vide qualcosa che attrasse la sua attenzione. Li accanto, appoggiata sopra degli album per le figurine, una rivista, una diversa dalle altre, che non aveva mai visto prima, con tante donne nude in copertina.

La rivista erotica

Palle di sughero

Si guardò attorno, l’edicolante era distratto a far di conto, svelto la prese e se la mise tra pancia e pantaloni, sotto la maglietta. Uscì. Salutando senza prendere nulla. Il cuore gli batteva sempre più forte. Un po per l’accelerazione dei suoi passi, un po per l’attesa di guardare  quei fogli.

Raggiunse un orto, lungo la strada per la scuola, e si infilò dentro due filari di fagiolini. Seduto per terra, iniziò a guardare.

C’erano immagini di uomini e donne che, nudi o seminudi, si baciavano, dappertutto l’un l’altra. Gli uomini non si vedevano quasi mai per intero, le donne si. Che strano. Però erano bellissime, anche se con molti peli, peli erano cominciati a crescere anche a lui, anche sotto il mento, in una specie di pizzetto vano.

Non capiva bene, sapeva o credeva che stessero facendo all’amore, ma pensava fosse diverso. Poi non avrebbe mai detto che si potesse fare in tanti, eppure…

Strano, aveva un uggia addosso, un’uggia che… strano.

Palle di sughero

La storia di Palle di sughero, che non aveva niente dentro (sentimenti e quant’altro).

Ceppoduro

Sul lavoro

Ho ascoltato la radio.

Lo faccio sempre in macchina, intervallando con buona musica rock, ascoltavo un programma di radio uno che, tra l’altro, riportava le statistiche ISTAT sul lavoro.

Mi domando come facciano ad essere sempre così ottimisti, allegri, quasi felici. Almeno così sembravano i tre conduttori. Occupati in aumento, di conseguenza, meno disoccupati un Bengodi, un Eden, l’Italia che va.

M dove va? va male. Male, male. e non vogliono il governo del cambiamento. Magari cambierà poco ma peggio di così non penso.

Le politiche di Renzi, il jobs act, prima poi la continuità di governo con Gentiloni ci hanno messo in ginocchio.

Si è vero sono cresciuti gli occupati, ma dove? Non nei lavori a tempo indeterminato, che comunque definirei finti lavori a finto tempo indeterminato, i famosi contratti a tutele crescenti, che dovevano stupire il Mondo o almeno l’Europa per come i nostri governicchianti erano stati bravi e quali idee profonde ed innovative avevano avuto, seguendo le tracce di sedicenti-suddetti studiosi della materia.

sul lavoro

Ma che dice l’ISTAT?

“Continua una tendenza alla crescita degli occupati (+0,3% rispetto a marzo, pari a +64 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,4% (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente)”.

Gli occupati sono in crescita??? + 0,3%??? + 0,1%???

Ma che ci prendete per il culo???

Ed anche questi pochi dove trovano lavoro? Ma nel tempo determinato. E’ ovvio!

Dice sempre l’Istat:

L’aumento interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Crescono i dipendenti a termine (+59 mila) e in misura più lieve gli indipendenti (+14 mila), mentre restano sostanzialmente stabili i dipendenti a tempo indeterminato“.

 

Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna un aumento dei disoccupati (+0,5%, +14 mila) associato a un forte calo degli inattivi (-0,7%, -95 mila)”.

Insomma un disastro sul lavoro.

Ed hanno il coraggio di parlare? Di voler dettare le regole? E i tempi?

Ma che si nascondano bene, che si possa non rivederli più.

Forza!

Facciamo ‘sto governo e mandiamoli tutti a lavorare, almeno quell’aumento, seppur piccolo, sarà efficace.

Ceppoduro

401

401

Ero di fronte al 401 senza sapere che fare.

401

Ma un uomo deve prendere una decisione, a volte.

Deve saper prendere una decisione… ma quale? E perché?

Sono arretrato dalla porta, ancora incerto, poi ho pensato a lei…

Erano giorni che non riuscivo a vederla, avrei voluto che la porta si aprisse ed il suo sorriso illuminasse la strada, ma non successe nulla.

Primetta se ne era andata; chissà dove. Con quel suo nome d’altri tempi. Con quel suo fascino speciale, veramente una cifra distinta dalle altre.

Oggi è cambiato tutto, forse non abiti più al 401, forse stai più indietro al 397 o forse il tuo portone è avanti, con il 409 d’ottone lucidato da poco.

Non so più dove sei.

Come posso ritrovarti, prima della prossima primavera?

La verità è che non voglio dividerti con nessuno. In un primo momento avevo pensato avessimo qualcosa, un denominatore comune, ma uno solo è riuscito a stare con te.

E non sono io, neppure sembra che possa esserlo mai.

Resteremo sempre divisi.

Eppure…

Eppure sento che saprei essere speciale. Io saprei esserti pari.

Ma non posso raggiungerti e congiungermi a te, per quanto moltiplichi i miei sforzi e mi divida per te, non riesco ad averti. Mi contengo, ma ti contendo, contando di arrivarti.

Ma rimani sempre un passo avanti od uno indietro.
Ti vedo e non ti vedo, ti sento e non ti sento. Mi sfuggi.

Sfuggi come la mia vita che passa, inesorabile, e me ne accorgo solo ad ogni compleanno.

Ho pensato che…

Se ti avessi incontrato al 41, senza quella nullità in mezzo, il nostro rapporto sarebbe stato più fortunato. Anzi il 41 era proprio l’ultima chance di essere tra i fortunati, primo tra i primi e non ultimo dei diseredati, come mi sento ora senza il tuo affetto, senza di te.

Ah, i numeri, come sanno, a volte, essere crudeli con noi.

E prima di tutti, i numeri primi.

Ceppoduro

 

Non lo faranno

Non lo faranno

i Piddini hanno deciso: non lo faranno.

Non lo faranno
I ministri del governo Gentiloni

Non andranno a governare con i Cinquestelle, nonostante gli abbiano copiato il programma elettorale, ma andranno a sostenere un governo della destra, con Berlusconi più forte che prima.

E’ strano. Non si capisce il perché si rifiutino ostinatamente di farlo, quando hanno fatto una legge elettorale, il Rosatellum, che favorisce, rende necessarie, le alleanze.

Ma forse bisogna pensar male e le alleanze le volevano fare ma con Forza Italia, e sarebbero state forzate, richieste dal Presidente, dal Paese, dall’Europa.

Ma come si fa a comportarsi come Renzi, come la Serracchiani e chissà chi altri, continuando a dire che con i Cinque Stelle non possiamo farlo, perché non sono democratici (lo è Forza Italia?), che non hanno a cuore il lavoro (perché lo aveva il Jobs Act?), che non vogliono stare nella Nato (???).

Non lo faranno…

Ma se Renzi e la sua direzione hanno portato il partito a perdere tutte le ultime elezioni, se l’ultima emorragia di elettori è continuata anche nelle regionali, possibile che nessuno in quel partito lo butti fuori a pedate? Lui e tutta la sua classe dirigente, i cosiddetti Renziani.

Ma se gli elettori del PD erano di sinistra, può un partito come il PD fare, aver fatto, solo politiche di destra e voler governare con la destra?

Lo faranno.

Sembra inevitabile.

Forse ci sono troppe collusioni con i cosiddetti “poteri forti”, forse è scritto nel patto del Nazareno. O forse aveva ragione il Comunismo Reale a dire che le masse vanno guidate perché non sanno dove vanno, ne dove devono andare.

Se l’Americano medio ha preferito Trump alla Clinton per quale ragione l’Italiano medio dovrebbe votare PD?

Avevamo scritto che il voto al PD era per farlo governare, ne siamo sempre convinti, ma non con Berlusconi. Con Berlusconi lo hanno già fatto e gli elettori si sono sciolti come la neve di Marzo ad Aprile.

Lo faranno ancora.

Gli elettori PD si scioglieranno anche loro, alla prossima elezione, ed il PD finalmente si dissolverà. La classe dirigente potrà tornare a destra.

La base scegliere un altro partito di sinistra.

Ceppoduro

Mi pare impossibile

Mi pare impossibile

Ero al bar e ancora mi pare impossibile.

A Nonantola non ci sono tante cose da fare ma se vuoi un aperitivo vai al Petalo’s e quando sei stato li, il Cecjo ti farà tornare.

La sera era tranquilla. Una pomeriggio di primavera che se non soffri di allergia non soffri per niente.

Gli amici si davano un gran d’affare perché quella sera suonavano alla Cà Rossa a Crevalcore e non volevamo perderci niente.

mi pare impossibile

Va beh alla CàRossa iniziano alle 22, c’era tempo.

Intanto che arrivavano gli stuzzichini, sempre nuovi e ottimi, arriva un gruppo di tipe. Strafighe, ma strafighe veramente, non per modo di dire.

I ragazzi cominciano a scaldare i diesel, si sente qualche botto e non stanno aprendo un brusco.

Insomma che dire, una strage, gruppo disperso non so se saremo tutti al concerto stasera, ma tanto qualcuno verrà. Va bene che son delle belle ragazze ma non è che i ragazzi non abbiano mai visto niente.

 

Anche se…

Anche se queste… non sono normali.

Devo dire che a primo acchito quasi me lo tiravano su pure a me, l’umore. Poi, come dire, si campa bene anche solo con l’aperitivo.

Anche se …

Anche se siamo una banda di sfigati, in effetti. E ci basta poco.

Oh ci è bastato un nulla e son partiti tutti, con le scuse più cretine, mi han lasciato li a pagare.

Figa, ma son proprio stronzi. “Cecjo quanto è che mi son rotto il cazzo? vado via!”

mi pare impossibile

“Venti! Dove vai?”

“Se trovo qualcuno alla Cà Rossa, ma vedo come mette.”

Pago e lascio il Petalo’s.

Vorrei lasciarlo, ma vedo lei. Mi sorride. Mi dice qualcosa. Non capisco. “Che?” rispondo.

Mi chiede se ho visto le sue amiche. Dovevano trovarsi li per andare a cena fuori. Se c’erano non posso non averle notate: “sono tre schianti” afferma.

Ah, ecco. Sono andate, mi spiace. “Ma tu chi sei” gli chiedo un po’ imbranato.

Lei è gentile, si presenta e dice qualcosa.

Non capisco

Non sono ubriaco, ne sono ubriacato. Sono ebbro di lei, come un moscerino nel tino con l’uva.

Le offro da bere. Accetta. Parla, parliamo, come non ho mai ascoltato ne parlato prima.

Sono cotto.

Ma non mi era mai capitato prima.

Saranno i suoi occhi verdi. Saranno i denti bianchi, sarà il rossetto acceso, il profumo, gli ormoni.

Siamo in perfetta sintonia.

Siamo uno.

Mi sento parte del cosmo ed il Nirvana è intorno a me.

Non è possibile, non mi era mai capitato. Mai avevo incontrato un angelo. Eppure quella sera…

Ho trovato il coraggio l’ho abbracciata, l’ho toccata, era morbida. Profumata.

Poi…

mi pare impossibile

Poi ha finito il suo vino, mi ha dato un bacio. Mi è parso appassionato. Si è alzata ed andandosene mi ha detto:

“Ciao è stato bello, per la prima volta in vita mia mi è piaciuto un uomo, al primo sguardo”.

Ha salutato Cecjo con un cenno ed aggiunto: “ Devo andare, le mie amiche mi aspettano”.

E’ uscita ed è sparita tra la folla in via Roma.

 

Non sono riuscito a fermarla.

Credo di aver sognato.

Non può essere successo davvero.

Mi pare impossibile.

mi pare impossibileCeppoduro

 

Morsi

Morsi d’amore

Morsi, la strinsi, forte, tra i denti e la morsi.

Morsi

Era un morso appetitoso, un boccone da ghiotti ed io l’avevo tra i denti. Quasi non mi pareva vero.

Lo ammetto, era succosa, quasi irresistibile. Ma, d’altronde, era un po che la ciancicavo e la carne, viva, si era irrigidita, turgida, come se sapesse che stavo per addentarla. La paura può far accapponare la pelle e quella non era solo pelle, c’era tutto un sistema ghiandolare sotto.

Mi piaceva molto tenerla tra le labbra, masticarla piano, aspirare e poi soffiare come a tentare di asciugare la pelle, come si fa con l’inchiostro appena scritto.

Eccitanti, i brividi che sentiva erano proprio eccitanti, ed il turgore riempiva le labbra e premeva nel morso. Non frenai.

Si la morsi, forte, forte come non mai, come per farla gridare. Come per staccare quel morso dal resto del corpo e ingoiarlo. per tenerlo per me.

Morsi d’amore, amorevoli morsi.

Ne volevo un po e non sapevo come, non avrei mai affondato i denti, se non su richiesta di lei. Ma lei non lo chiese. Io fremevo, la mia voglia cresceva. Uno spasmo. Un contorcimento. Un crampo. Sapevo che lei lo voleva come lo volevo io, ma non faceva il primo passo. Io non trovavo il coraggio di calmare i morsi della fame.

Morsi

Allora decisi l’avrei costretta a gridare, di un piacere perverso, che mi avrebbe permesso di nutrirmi, un morso, uno solo, ben dato, deciso, pieno.

Albeggiava e capivo che non avevo nulla tra i denti.

Pensavo.

Fantasticavo.

Nessuno era con me e neppure vicino. Ero solo.

MI ha assalito la malinconia, disperato per aver fallito. Per non aver lottato. Perché lei non c’era. Non c’era più. Lei se n’era andata, già tanto tempo fa.

Ma quale morso, provavo solo rimorso.

Ceppoduro

Mi innamoro

Mi innamoro, è venerdì!

Al fine settimana mi innamoro sempre. Sempre di venerdì.

Non mi importa se il lunedì è triste o duro, mi alzo e vado a lavorare.

Non mi importa neppure che il martedì sia pesto, del resto è brutto anche il mercoledì.

Neppure il giovedì mi curo del mondo, ma…

…ma oggi e venerdì e sono innamorato.

Il lunedì vi alzate che cadete a pezzi mentre il martedì e il mercoledì mi spezzate il cuore.

Il giovedì non incomincia neppure che è già venerdì e mi innamoro.

Il sabato attende a lungo prima di cominciare.

La domenica ci mette ancor di più ad albeggiare.

Ma il venerdì non ci fa aspettare…

 

Insomma che mi frega se il lunedì è nero.

Se il martedì o il mercoledì mi verrà un infarto di sicuro.

Tranquillo il giovedì non guarderò indietro.

Che il venerdì mi innamorerò.

 

Per esser chiaro: lunedì potete assomigliare all’urlo di Munch.

Martedì e mercoledì darvi malati e stare a letto.

O giovedì osservare la copertina di “The Wall”.

Venerdì sarò innamorato comunque.

Mi innamoro comunque

Tanto il sabato resta li ad aspettare.

E la domenica si sveglia sempre troppo tardi.

Ma il venerdì non ho paura,

mi vesto a puntino e, ganzo, le mie scarpe si sollevano assieme al mio spirito.

Calpestando la tristezza, giro in giro, immerso nella musica, vestito all’ultimo grido, ingoiando roba.

E’ sempre magnifico prenderla nel mezzo della notte.

Ma non posso averne abbastanza e allora smetto, è venerdì.

E anche questo fine settimana sono innamorato.

Ceppoduro

mi innamoro

Liberamente ispirato e liberamente tradotto da una canzone dei Cure.

Friday I’m in love.

I don’t care if Monday’s blue
Tuesday’s gray and Wednesday too
Thursday I don’t care about you
It’s Friday I’m in love

Monday you can fall apart
Tuesday Wednesday break my heart
Oh, Thursday doesn’t even start
It’s Friday I’m in love

Saturday wait
And Sunday always comes too late
But Friday never hesitate

I don’t care if Monday’s black
Tuesday, Wednesday heart attack
Thursday never looking back
It’s Friday I’m in love

Monday you can hold your head
Tuesday, Wednesday stay in bed
Or Thursday watch the walls instead
It’s Friday I’m in love

Saturday wait
And Sunday always comes too late
But Friday never hesitate

Dressed up to the eyes
It’s a wonderful surprise
To see your shoes and your spirits rise
Throwing out your frown
And just smiling at the sound
And as…

Dressed up to the eyes
It’s a wonderful surprise
To see your shoes and your spirits rise
Throwing out your frown
And just smiling at the sound
And as sleek as a shriek
Spinning round and round
Always take a big bite
It’s such a gorgeous sight
To see you in the middle of the night
You can never get enough
Enough of this stuff
It’s Friday
I’m in love

I don’t care if Monday’s blue
Tuesday’s gray and Wednesday too
Thursday I don’t care about you
It’s Friday I’m in love

Monday you can fall apart
Tuesday, Wednesday break my heart
Thursday doesn’t even start
It’s Friday I’m in love