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Nato a Bucine, vivo a Bucine. Per tutto il resto non c'è nulla di sicuro.

Non vale è Carnevale

Carnevale

Mezzo Euro non vale, è Carnevale

A Bucine tornano a sfilare i carri, sempre di meno ma più belli.

Non vale Non vale

Carri con i soliti ragazzini che salgono ed scendono ad un ritmo a volte frenetico, mentre si tirano coriandoli e stelle filanti.

Non vale Non vale Non vale Non vale Non vale Non vale Non vale

Devo dire che adesso è molto meglio rispetto ad alcuni anni addietro, quando imperversavano bomboline e bombolette. Che spruzzavano di tutto, anche robaccia accia accia, che si attaccava ai capelli, ai vestiti a tutto, e non andava più via. Lasciando una macchia ad imperitura memoria.

Eh si, le cose cambiano, restano i bottegai a vendere qualcosa, resta il banchetto del prete a vendere i coriandoli, resta la vendita di ciacce e bomboloni.

Niente bombolette, meglio i bomboloni.

Però la ciaccia, che costava un Euro, oggi ne costa uno e cinquanta.

WOW! Non vale.

Un bel balzo. Alla faccia dell’inflazione. Allora è vero che ci stiamo riprendendo? Che stiamo uscendo dal tunnel? Beh, secondo me nel tunnel ci siamo ancora, ma allora che si fa? Perché un aumento così consistente? L’olio, lo strutto o la farina?

No. Mi hanno detto che servono per pagare gli steward.

“Gli steward? E chi sono?” Mi vien da dire.

Ma sono quelli che aprono e chiudono la sfilata dei carri del Carnevale!

Ah!

“Ma se non ci sono mai stati “.

“Ma che pensano che i ragazzini siano così scalmanati da finire sotto un carro? Dai!”.

No. Sono per la sicurezza, ma dal terrorismo.

“Dal terrorismo?, Ma sono armati? Non si metteranno mica a sparare ad un terrorista in mezzo a tutti? Va beh che non siamo tanti , ma…”

Ma  no! Sono disarmati, hanno delle belle pettorine gialle, sono li per dissuadere.

Bha!

Il mondo è strano, abbiamo paura di possibili attentati e ci mettiamo quattro uomini inermi a protezione? E cosa potranno fare?

E che faranno mai i terroristi?

Faranno costar di più le ciacce.

Gulp!

 

Giancarlo

 

Link articolo precedente carnevale

E un altro bel carnevale

Diciottenni

Gennaio 2018

Diciottenni, oggi abbiamo diciottenni che andranno a votare a Marzo, invece di andare in guerra come quelli del secolo scorso.

Negli ultimi settanta anni abbiamo avuto il più lungo periodo di pace della storia dell’uomo.

Assieme ad altri diritti i nostri diciottenni potranno esercitare quello del voto.

Diritti non scontati, non regalati, conquistati, dai nostri padri, dai nostri nonni, anche quelli morti in quelle guerre che non abbiamo più fatto.
Diritti che dobbiamo difendere perché, naturalmente, cercano continuamente e cercheranno ancora di toglierci.

Questo ha detto il presidente…

Questo è in parte quanto detto dal capo dello stato nel suo discorso di fine anno. Bravo Dottor Mattarella, sono molto contento di queste sue parole. Tant’è che voglio dire ai diciottenni di oggi di continuare a fare come quelli di ieri, andare a votare chi questi diritti NON glieli ha tolti ne sembra intenzionato a farlo.

Ne abbiamo parlato più volte in questo blog di questi diritti.

Ma come capire chi ci garantirà i diritti e chi vorrà toglierli?

Non crederemo mica a tutte le promesse elettorali? Ne che un politico vorrà dirci la verità sulle sue intenzioni?

E allora?

Quante domande.

Intanto non fidatevi di chi prometterà l’impossibile.

Non potremo continuare così per sempre, dovremo rivedere il nostro stile di vita. Dobbiamo ridurlo, ma non per consumare meno, dovremo solo consumare meglio.

Basta telefonini, basta cibi esotici, basta usare l’auto, basta sprecare, basta accontentarsi di prodotti scadenti alla moda, basta spendere poco.

Oggi potremmo avere tutti tutto di qualità al giusto prezzo.

diciottenniDiciottenni votiamo

Allora votiamo per chi non ha bombardato nessun tiranno, per destabilizzare l’area. Chi non ha attentato alla nostra Costituzione, per trarne facili vantaggi. Allora votiamo per chi non ha destabilizzato il mondo, per chi quella Costituzione l’ha difesa.

Votiamo per chi non regala i nostri soldi a lobby bancarie, industriali o di servizi. Allora votiamo per chi non ci ha tolto neppure un diritto, o un articolo di statuto, anche se continua a ricordarci i nostri doveri. Come quello di pagarle le tasse, in base alle proprie capacità. Quello stesso che però non si mette in tasca quei soldi come fossero suoi o li regala ai suoi amici come non fossero nostri.

Ceppoduro

Falsità

Cos’è la falsità?

Falsità, è qualcosa di falso. Qualcosa che non è vero.

La falsità è il contrario della verità.

secondo il wikizionario:

  1. assenza di verità
    • affermare delle falsità
  2. (di persona) ipocrisia
  3. (per estensione) (senso figurato) legare due o più cose in modo non corretto né conforme, pur se singolarmente fossero state buone
    • anche se tu affermassi di aver agito onestamente, hai compiuto una falsità e io lo direi persino in tribunale

Falsità

Ma allora se l’accezione è negativa, se è una cosa brutta e indegna, perché diciamo falsità? Chi è falso e perché?

Sono domande che con l’avvicinarsi delle prossime elezioni, con la campagna elettorale già in moto, è bene farsi. Chi più di un politico mente, sapendo di mentire. Chi fa affermazioni, enuncia concetti, promette sapendo della loro ipocrisia?

Il politico.

Colui che deve convincerti a nominarlo tuo rappresentante anche se non ti rappresenterà. Non perché non voglia, beninteso, ma perché deve mantenere ed accrescere il suo potere con gli altri rappresentanti del popolo.

Dopo deve giocare con loro, venire a compromessi.

Il gioco dovrebbe servire ad ottenere il massimo per te, ma non è così.

E’ invalsa l’usanza di giocare per ottenere il massimo per se, per loro, per i rappresentanti invece che per i rappresentati.

E’ questo che ha portato la classe politica lontano dalla “gente”.
Gente importante solo al momento del voto. Neppure poi tanto se ci ricordiamo di qualche sistema di voto di scambio che è stato già scoperto. Ma insomma una volta dato il voto non possiamo più far niente. Si, sono parte della gente anch’io e mi sento impotente.

Ne ho viste troppe per credere che siano casi. Errori di gioventù o di vecchiaia.

Una volta al potere si lotta per quello, e tutto quello detto prima diventa falsità.

Allora dobbiamo trovare un modo per far mantenere le promesse elettorali ai politici.

Non possono continuare a disattendere le nostre aspettative e le loro promesse, impunemente.

Dobbiamo potergli revocare il mandato, se non lo fanno bene, se ci hanno detto falsità.

Dobbiamo capire come.

Qualcuno ci può aiutare?

 

Ceppoduro

 

 

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Verità

Altra verità

Falsità

 

Fighille

36° estemporanea e mostra opere d’arte.

A Fighille, un paesino Umbro nel comune di Citerna e in provincia di Perugia, sperduto nella pianura a pochi chilometri da Anghiari e da Sansepolcro.

Nei dintorni la piana del Tevere, con tanti campi, campi piani, distese enormi che finiscono sulle colline di Citerna a ovest e nell’appennino Tosco-Marchigano a est. Campi da sempre coltivati a Tabacco, alternato ai cereali. E’ una piana delimitata a Nord da Pieve Santo Stefano e a sud da Città di Castello. Città famose per l’arte e la cultura, ha Città di castello, quest’anno,ho partecipato alla biennale.

Comunque li, a Fighille, l’arte è di casa, da trentasei anni hanno un concorso di pittura abbinato all’estemporanea.

Vi partecipano da tutta Italia, isole comprese. E’ un concorso famoso, ricco di premi ricchi. Anche l’estemporanea è ricca e famosa. Soprattutto la gente è usa comprare le opere realizzate, anche durante le loro realizzazione.

Investono nel bello, questa è una grande cosa.

Il costo delle opere realizzate dipende dal pittore,se è conosciuto ed apprezzato valgono di più ma ci sono altri, sconosciuti, che trattano le loro realizzazioni per pochi soldi, anche poche centinaia. Un affare.

Non è importante essere famosi, importante è fare un dipinto che dica qualcosa, che parli il linguaggio dell’arte.

A volte si riesce a fare bene a volte no, quando viene meno bene si impara per la prossima volta.

C’è gente, comunque, che ha imparato benissimo, sono delle macchine creatrici di immagini, immagini bellissime, tecnicamente ineccepibili, magari con poco sentimento, se non quello retorico, romantico e mellifuo, ma tant’è che il prodotto finale è apprezzato e non poco.

Ora giudicate voi il risultato di questa due giorni.

Estemporanea a Fighille.

Alcune immagini prese durante la manifestazione.

Cliccare per ingrandire..

Fighille

Sculture esposte al piccolo museo.

A Fighille hanno realizzato un museo con i quadri vincitori delle 36 edizioni estemporanee, non ho foto dei quadri esposti ma potrete vederli nel sito di Fighille arte.

Io ho fotografato le sculture esposte in concomitanza della manifestazione.

Fighille

Opere realizzate.

Qui tutte, se non me ne sono persa qualcuna, le opere prodotte nella due giorni.

Fighille

Premiazione.

Alcune fasi della premiazione.

Fighille

Giancarlo

 

 

Rigutino

Rigutino

A Rigutino, oggi otto Ottobre 2017 si è svolta una bella estemporanea di pittura.

Organizzata durante la sagra della polenta, a pranzo abbiamo potuto gustare le specialità dello stand gastronomico. Con un vino della casa veramente buono. Non come qualche troiaio imbevibile che pure si trova in giro.

Vi mostrerò delle foto riprese durante la manifestazione.

Cliccale per ingrandire, altro click maggiore ingrandimento.

Con alcuni quadri in mostra.

Rigutino

Poi le opere realizzate.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera alcune notizie sul pese di Rigutino.

Rigutino è una frazione del comune di Arezzo (Toscana), situata nella Valdichiana, alle falde del Monte Lignano.

Già abitata nella preistoria, nel periodo etrusco vide la nascita di alcune fattorie. Al periodo romano risalgono diverse ville-fattorie fra cui quella della famiglia Briccia, da cui prese il nome che portò fino al 1000 (Bricianum). All’età romana risale una statua di Silvano, il dio dei boschi e dei confini, qui ritrovata verso il 1930. Nel medioevo vi fu costruito un castello, chiamato “di Briciano”, ma siccome si trovava in località Ruvetinum (luogo infestato da rovi) in seguito questo toponimo soppiantò quello più antico dando poi origine al nome attuale di Rigutino.

Interessante l’antica Pieve di San Quirico, in località La Sassaia, costruita verso l’XI secolo e rimaneggiata nel XV secolo, come attesta un’iscrizione sull’architrave esterno. La Parrocchiale è stata costruita nei primi decenni del XX secolo. La Frazione, sede di Circoscrizione del comune di Arezzo, è nota per le sue iniziative ricreative e culinarie che si svolgono nei vari periodi dell’anno come ad esempio la sagra della polenta che si tiene agli inizi di ottobre.

Il 14 maggio 1799 vi si svolse il combattimento fra popolani aretini e soldati polacchi, comandati dal celebre generale Jan Henryk Dąbrowski passato alla storia come Battaglia di Rigutino.

Ci siamo divertiti, è stata una bella estemporanea, non vi dico i vincitori, giudicate voi.

Giancarlo

 

Nespole

NespoleDella serie i frutti scomparsi

Nespole (Mespilus germanica)

Ero un ragazzo di campagna, i frutti si raccoglievano dall’albero. O direttamente per terra, sotto l’albero, maturi al punto giusto.

Ma questo era un frutto speciale. Come lo vedete in queste immagini non si mangia.

Allega, fortemente. E’ aspro non si riesce ad apprezzarlo.

Eppure è di una bellezza incredibile.

E il colore, che dirne?

Con quella peluria vana tutta intorno e la coroncina di sepali verdi.

Un gioiellino.

Ma, anche se non adesso, si può mangiare eccome. Ed è anche buona, molto buona.

Si gusta allo stesso modo delle sorbe, si fa maturare nella paglia.

Con la pazienza e la paglia si maturano nespole e sorbe.

Maturando la bacca diventa marrone scuro, perde i sepali e si rammollisce.

Sembra marcita, se la si guarda con poca attenzione, ma è solo matura.

E’ dolce come pochi frutti, dal sapore delicato ed il profumo leggero.

A vederla…

A vederla sembra il frutto di certe rose, infatti il nespolo è un albero appartenente al genere rosacee. Molte volte resta un alberello, poco più di un arbusto. Come il noccioli, proietta in ogni dove i suoi rami spinosi da terra. Se isolato crea un ombrello ampio, bellissimo da vedere.

Son belli anche i fiori, di cui non ho una foto purtroppo, bianchi e con cinque petali, quanti sono i sepali poi presenti nella corona del piccolo pomo.

E’ un peccato che stia scomparendo, almeno qui. A Bucine non saprei dove trovarla se non nel bosco. Dove cresce e resiste la mia piccola pianta. Andrebbe riprodotta e piantata in altri posti.

Moltiplicare le nespole:

Vedrò se posso a farlo.

Per intanto quella che avete ammirato sta ben nascosta nel bosco e per apprezzarla occorre arrivarci, dopo una lunga camminata a piedi. Ma che soddisfazione, che bellezza.

Frutti così, non c’è mercato che tenga.

 

Giancarlo

Estemporanea 2017 ad AMBRA

Estemporanea 2017 ad AMBRA

Ebbene, nonostante tutto, contro il clima avverso, quasi polare del mattino, si è tenuta l’Estemporanea 2017 ad AMBRA.

Cinque partecipanti, non molti, ma tutti buoni, ottimi, pittori, provenienti dal Valdarno (Bucine e Terranuova Bracciolini), Umbria (Perugia) e dall’estero (Albania), anche se residente a Montevarchi.

Alla fine abbiamo potuto esporre due acrilici, due oli ed un acquerello.

I bambini dell’asilo hanno poi esposto, fuori concorso, una loro opera collettiva raffigurante il borgo del paese. Bravissimi.

Il tempo, terribile ad inizio mattinata, con piogge torrenziali ovunque intorno ad Ambra, alla fine è stato clemente, una pioggerellina al mattino poi bello fino a sera.

Tant’è che anche la corsa di mountan bike, al mattino, non ha visto molti partecipati, mentre si è potuto svolgere regolarmente sia il palio dei rioni che gli imponenti fuochi artificiali.

Comunque l’organizzazione della pro-loco è stata all’altezza della situazione.

La gara si è svolta senza i premi previsti, mala partecipazione è stata resa gratuita.

Ai pittori è stato servito un buon pranzo ed alla sera, dopo la votazione della giuria popolare, al vincitore è stato riconosciuto un premio di 50 Euro, mentre agli altri, ex-aequo, è andata una bottiglia di ottimo vino.

Ecco le immagini dell’estemporanea:

Luca Valdambrini, che a dispetto del nome vive a Terranuova.
Opera di Lello Negozio.
Lui è il vincitore della votazione della giuria popolare. Si chiama Elezi Erion. Se non vado errato dovrebbe essere di origine Albanese e vivere a Montevarchi.
Opera di Giancarlo Arrigucci (insomma la mia).
Opera di Riccardo Franci
Riccardo Franci, vive a Bucine.

Seguono alcune vedute del paese.

Ecco, finalmente i quadri finiti:

L’opera dei ragzzi della scuola dell’infanzia “Caramella” di Ambra.
Luca Valdambrini
Lello Negozio
Giancarlo Arrigucci
Riccardo Franci
Elezi Erion. Opera premiata dalla votazione della giuria popolare.

Qualche immagine della festa, il palio ed i fuochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il palio:

I fuochi:

Se clicchi l’immagine, si allarga.

Giancarlo

 

San Savino estemporanea

19 e 29 Agosto estemporanea di pittura

San Savino (PG)

Il 18 Agosto

Il posto è molto bello ed affascinante.

SAN SAVINO Il lago Trasimeno è dominato dall’alto, le viste sono mozzafiato.

Si vede bene la parte sud-est della costa e l’isola Polvese.

San Savino ha un castello con torre ben conservati.

La gente è allegra ed ospitale, ma siamo in Umbria di che meravigliarsi?

Il clima oggi è pessimo, è caldo, è veramente caldo, ma non è colpa del paese.

Il concorso ha per tema “San Savino: i colori del lago Trasimeno ed i suoi tramonti”.

I pittori sono subito al lavoro_

Allora che fai? Ti metti in alto, sulla panchina del parcheggio e cerchi di fare il lago e le colline ed i rilievi in lontananza, in secondo e terzo, forse anche in quarto, piano simili, almeno che si capisca che siamo li e non sul Garda, per dire.

Beh dei colori, sinceramente, il lago ne ha pochi da mostrare. L’azzurro ed i riflessi di luce nell’acqua, calma come un olio. Beh io sto realizzando con i colori ad olio, vuoi vedere che…
Ma lo sfondo, i primi rilievi sono neri. Controluce totale. Però bello un nero che spicca dall’acqua che si fa chiara sulla riva, o forse è l’orizzonte, chissà? Come fosse bianca. stagliandosi nettamente al contatto. le colline più dietro sono azzurrine, non possono fare altrimenti, la luce viene riflessa, diffusa tutto si opacizza si perde. Dietro ancora c’è altro ma si confonde con l’aria tremula del meriggio, con qualche nuvoletta e nuvolone che girano in cielo. Anche loro in cerca di ristoro. Del fresco che manca. Oppresso anche dall’umidità che alla sera chiude il respiro, in questi torridi giorni Agostani.

Il 20 Agosto

Si continua il giorno appresso, alcuni arrivano solo allora.

Si consegnato i quadri e, finalmente si viene premiati.

Ma con concorrenti così, come potevo vincere. Però è stato bello competere.

Beh, loro, io no, naturalmente, come ho detto nella foto sopra.

Ma è colpa mia sono stato troppo attinente alla realtà, quasi fotografica.

Poi ci sono dei mostri sacri della pittura e specialmente della pittura in estemporanea.

La pittura estemporanea è terribilmente competitiva. Ci sono pochi premi, bisogna accaparrarseli. Bisogna lottare, usare ogni trucco, far credere i giurati che non possono non premiarmi e lo faranno, perché son bravo, perché sono io e io lo so come si fa.

Bene, anzi, male. Io non sono tanto combattivo, non ero tra i premiati, ma mi sono divertito lo stesso.

Ho dipinto in un posto unico. Poi ho rivisto tanti amici. Ho mangiato benissimo. I filetti di persico erano innegabilmente ben fatti, buonissimi. Anche difficile visto la cinquantina di concorrenti più gli ospiti a mangiare. Il vino sembrava sincero. Ed infine ho fotografato tutto e tutti.

Son proprio contento.

Ecco i quadri, di San Savino, tutti assieme:

La sera ci hanno premiato, dicevo, e qui di seguito vedrete chi e cosa.

La premiazione

Curiosità:
Ci sono stati disordini per l’assegnazione dei premi.

Nooooooo!

E’ uno scherzo, c’è stata una piccola tromba d’aria che ha devastato un paio di banchini, senza grandi danni (Bisogna però chiederlo ai gestori dei banchini).

Io, ho comunque avuto un gran successo, due turisti tedeschi si sono contesi il mio quadro a suon di Marchi.


Ah, quasi dimenticavo.
Occorre fare una petizione, magari su Change.org. L’Enel, o “e”, o come diavolo si chiama ora il distributore di energia, dovrebbe togliere quei pali che rovinano la vsta del lago. Ce ne sono diversi. Facciamolo l’interramento dell’ultimo tratto, via che l’Italia è bella e non può essere deturpata da quattro pali della luce.

Dai!

Dopo la cura, senza palo.
prima della cura ovvero come è ora.

Se vi piace qualche immagine, se volete vedere meglio un quadro, se volete, cliccate sull’immagine e come per miracolo si ingrandirà, specie si avete una linea internet veloce.

Grazie a tutti i partecipanti che mi hanno fatto divertire.

Grazie agli organizzatori, che mi hanno permesso di divertirmi.

Giancarlo

Pittura figurativa, la mia pittura viene da lontano…

La mia pittura figurativa

Pittura figurativa, è arte che racconta le storie, idee materializzate in disegni, dipinti, momenti di vita vissuta.

Pittura figurativa
io con una mia amica, per augurarle buon compleanno (1977)
Pittura figurativa
I volti mi hanno sempre affascinato, anche se non sono mai riuscito a renderli come volevo (1978)
Pittura figurativa
Angelo Branduardi, in una sua epica canzone (1979). Inizio di una mia storia a fumetti.
Pittura figurativa
Un’amica, di cui non ricordo più il nome (1980)
Pittura figurativa
Collosecco ed io che la guardo compiaciuto (1981)