Ma si può?

Mi chiedo

Ma si può?

Ma si può lucrare sul gioco d’azzardo?

Si! Si può! E’ osceno, ma si può. Si fa, lo fa il governo, o il suo ministro preposto, che incassa gratta e vinci, lotto e lotterie.

Lo fanno in tanti, produttori e concessionari di VLT ed altri terminali di vario tipo. Baristi e tabacchini, gestori delle infernali macchinette. A volte guadagnano fior di quattrini. Non che profumino ‘sti fiori, ma nemmeno puzzano, come ribadisce il proverbio, per cui…

Ma si sa, il vizio è brutto, e non è che con il proibizionismo si risolva qualcosa, anzi.

Meglio non proibire, meglio far giocare questi poveri cristi e attendere che smettano o muoiano e poi basta non ci saranno più giocatori, ne gioco. Non possiamo lasciare che dei privati mettano su un sistema clandestino e illegale. Sistema pericoloso, che alimenterebbe il vizio e farebbe proliferare i giocatori.

Ma si può?

Meglio di no.

Meglio sia lo stato a gestirlo, come il fumo, come l’alcool, come le tasse. Sì! Perché di tasse si tratta. Vuoi giocare? Invece di pagare il pizzo allo scommettitore clandestino, pagalo al tuo stato, sii bravo, sii buono, gioca, divertiti, saremo sempre con te.

Un business, che in inglese si traduce affari, facciamo un sacco di affari.

Ma si sa, per fare affari bisogna investire, stampare gratta e vinci, tanti gratta e vinci. Tanti tanti.

Lottomatica ne ha in giro 24 tipi diversi da 1 a 20€, passando per 2, 3, 5, 10€ il tagliando, con vincite che vanno da 1 a 7.000.000€.

Vincite…

Vediamo?

Vediamo.

Prendiamo i grattini da un euro, quelli da ragazzi, che tanti si vergognano a comprare, che sembrano poveri a spender così poco.

Costo del biglietto:1Euro – Vincita massima: € 10.000
Altri premi (in euro): 1-3-5-10-20-50-100-500-1.000
Percentuale di vincita:Il 26,05% dei biglietti è vincente.
Guardiamo ora le vincite.
 ma si puòIntanto si scopre che i biglietti stampati sono quasi 36 milioni e mezzo, come dicevo, tanti.
Che i premi ricchi sono pochi, ma si sa, non possono vincere facile tutti.
Che, nonostante ci sia un biglietto vincente da 10 mila  Euro ogni 4 milioni e mezzo di tagliandi, probabilmente si vince oltre i 501 Euro ogni milione di biglietti, poco più.
Ma ancora più interessane è che vincere fino a 500 Euro è facile, quasi un grattino su 4 lo fa.
WoW!
WoW???
Ma di biglietti vincenti da 500 Euro non ne sono stati stampati, sono solo 400 quelli da 100 Euro, uno tra 90mila.
Insomma solo quelli da 10 euro o sotto, non sono impossibili da trovare.
1 su quattro è vincente, più della metà vincono il costo 1€, se non ce ne compri un altro gratti gratis un biglietto su due, ma ce ne compri un altro e non vinci nulla.
Su un introito di 36 milioni e mezzo ti rendono 120-130 mila euro, devono avere delle spese, molte. Non solo la stampa dei biglietti.
Ma forse va meglio con i grattoni, quelli da venti Euro a botta?

Ma si può?

Vediamo.

Costo del biglietto: 20 Euro – Vincita massima: 7.000.000€
Altri premi (in euro): 20–25-40-50-100–200-500-1.000-10.000–50.000–1.000.000
Percentuale di vincita: Il 33,36 % dei biglietti è vincente.
E già qui va peggio solo uno su tre vince, ma si vince alla grande: 7 milioooooooniiiiiii.
ma si puòBeh, però qui si vincono 10mila Euro  ogni 60mila biglietti, per lo stesso importo si acquistavano 1 milione e duecentomila biglietti ed i 10 mila si vincevano ogni 4 miloni e mezzo, decisamente meglio direi i 10mila Euro si vincono meglio con i grattoni.

E poi?

Poi si possono vincere più premi assieme, speriamo che i due 7milioni e di quattro da 1milione di Euro, non siano tutti premi dello stesso biglietto… sai che sfortuna, li vince uno solo, al resto le briciole.
A me pare una fregatura.
Si capisce, ora, perché facciano tanta pubblicità ai gratta, alle slot alle lot. Offriamo tanti “sold” in cambio di “gold”. (avrei voluto dire “merd” ma “gold” rimava meglio e poi la merda non luccica mica?)
Peccato che al brillio non corrisponda che fuffa.
Non vinceremo mai nulla.
Il banco vince sempre.
Ed è vergognoso come lo fa.
E’ vergognoso che si possa fare.
Giancarlo

 

Venerdì nero

Finalmente è finito il

Venerdì nero. Ma è finito veramente?

Se ho capito bene continua nei giorni di Sabato e Domenica, e forse Lunedì.

Si vede che è falso, se fosse vero lo farebbero un giorno solo e chi non ce la fa non ce la fa. Tre quattro giorni è come dire “comprate, comprate che abbiamo bisogno”.

Poi, non si capisce come, da quasi sconosciuta usanza dei paesi anglosassoni, oggi scoppia, straripa, deborda ogni dove. Ma sarà vero? O, in coda all’ottimismo Renziano, vogliamo tutti comprare, vorrebbero tutti che comprassimo. E tutto il pesticcio intorno, tutto il vociare, è solo pubblicità, per convincerci a partecipare, a comprare, a spendere?

Secondo una mia amica…

Secondo alcuni il tanto reclamizzato Black Friday trarrebbe il suo nome dal commercio degli schiavi.
“Il giorno dopo Thanksgiving Day i commercianti di schiavi li vendevano
a prezzi ribassati per non doverli mantenere durante il periodo invernale.
Venerdì neroAltre fonti la vedono diversamente:

come FOCUS o WIKIPEDIA, a proposito leggete le due definizioni e indovinate (chissà) chi avrà copiato chi? Vanity Fair la fa più lunga, ma anche qui solo le solite cose.

Qualcosa meglio fa everyeye.it che racconta sia una bufala la vendita degli schiavi.

Wired conferma la bufala e sembra il meglio informato.

Snopes classifica, definitivamente e senza scampo,l’origine schiavista come falsa.

Ma insomma

In Italia il black friday cos’è?

Niente!

Ovvero è un’opportunità per i consumatori? Non credo.

Un’opportunità per i commercianti? Certamente, specie per i negozi on line.

E per chi altri?

Per i politici, sicuramente. Quelli che vogliono convincerci che va tutto bene, che c’è stata la ripresa, che la crisi è finita, che va tutto bene.

Con milioni di lavoratori precari, come la maggior parte di quelli della aziende di vendita on line, che spingono il black friday.

Insomma proprio un Venerdì Nero

Ceppoduro.

 

Scalfari

Scalfari

Eugenio Scalfari preferisce Berlusconi.

Lo ha detto alla televisione da Floris, “di martedì” su la 7.

Sembra strano che Scalfari possa pensare che sarebbe meglio affidare la guida del paese a Berlusconi piuttosto che a Di Maio. E’ una vita che Eugenio sembra combattere Berlusconi. Non mi sembrava d’accordo in niente con l’eminente statista. Perché ora lo elogia? Preferendolo ad uno che, anche lui, ha sempre combattuto Berlusconi. Tanto che il suo movimento ha cercato sempre un contatto, un colloquio, un sentimento con Prodi e Bersani, mai con l’altro.

E’ strana la vita a volte si ama più chi è più diverso da noi.

Eugenio innamorato? Potremmo farci un romanzo epico. Ma forse non è la verità.

La verità, che sarà mai la verità?

Forse il direttore di Repubblica è solo interessato. Vuole solo mantenere il suo Business. In fondo è lui che ha fondato il giornale “La Repubblica” .

E la Repubblica vive anche per i generosi contributi pubblici all’editoria.

Contributi che Berlusconi non ha mai negato.

Contributi che Di Maio invece…

Al movimento cinque stelle, di cui di Maio è il candidato premier alle prossime politiche di primavera, non è mai piaciuto questo foraggiamento di soldi pubblici ed ha più volte cercato di bloccarlo.
Sicuramente lo ha messo nel programma, se non lo ha fatto, sarà un punto extra che affronterà sicuramente. Troppo alto è stato l’urlo contro questo malaffare italiano, per passare nel dimenticatoio del portavoce politico.

Anche Scalfari non dimentica e, infatti, sembra scegliere l’interesse alla ragione.

D’accordo potrebbe essere davvero innamorato, i due saranno quasi coetanei, magari sono stati a scuola assieme e le fiamme adolescenziali possono rinfocolarsi nella terza età. Ma a parte problemi senili resto dell’idea che una figuraccia così poteva risparmiarsela. Tutti preferiamo immaginarci Eugenio come Marco (Pannella) avulso al potere e indipendente fino alla fine.

Ora come faremo a credere a quello che ha detto e fatto sinora?

Come potremo continuare a combattere quelle battaglie (politiche naturalmente) iniziate dal fondatore di Repubblica?

Finiremo proni al vil denaro?

Ceppoduro

 

Fonti

Il fatto quotidiano

Fifty fifty

Centra mappa
Traffico
In bicicletta
Trasporti

Fifty fifty

Dal 19 al 29 novembre 2017 l’Atrio d’onore della Provincia di Arezzo, con entrata da via Ricasoli 44/46, ospita “Fifty Fifty”, concorso e mostra collettiva di pittura promossa dal Cenacolo degli Artisti Aretini.

L’esposizione, sponsorizzata da Mastro Artista e patrocinata dalla Provincia di Arezzo, sarà visitabile – a ingresso libero e gratuito – tutti i giorni dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30. Domenica 19 novembre, alle ore 16, l’inaugurazione della mostra e la proclamazione dei vincitori.

 

Fifty Fifty

Fifty fifty

Una quarantina di opere.

Rigorosamente 50 cm per 50 cm.

(clicca l’immagine per ingrandire)

fifty fiftyUna premiazione, con pubblico, presidente, giuria tecnica ecc. ecc.:

Giancarlo

Arezzo notizie

Corriere di Arezzo

Il Cenacolo degli artisti aretini

Mastro artista

 

video

Pensioni

Pensioni

PensioniPensioni, per le pensioni, che non ci danno, e per l’età pensionabile, che ci procrastinano continuamente in avanti, scoppierà la rivoluzione Italiana.

Ci hanno rotto i coglioni, no ne possiamo più, il vaso è colmo e, se trabocca, ne usciranno le stesse cose che conteneva quello di Pandora.

Vogliamo andare in pensione, vogliamo andarci presto. Il lavoro spetta ai giovani, i vecchi si devono mettere da parte in tutto, anche in politica.

Certo, ma li, anche per ritiro forzato, licenziamento, fallimento, rovescio elettorale, la pensione se la sono garantita comunque, come la buonuscita, mica versata all’INPS mangia mangia o ad un fondo pensioni mangia mangia mangia.

Allora dobbiamo deciderlo noi, se vogliamo lavorare o meno. A sessant’anni fai quello che cazzo ti pare, te lo sei meritato comunque, anche senza mai aver lavorato, e gli altri ti pagano la pensione.

Pensioni.

PensioniMica cifre esagerate, giusto per campare e fare qualche cosa di extra, quello che ti piace.

Ma chi ce lo fa fare di accettare questo ricatto?

Il ricatto dei soldi che non ci sono, il ricatto dell’aumento dell’aspettativa di vita.

Se non ci sono i soldi qualcuno li avrà pur presi? O avrà sbagliato a fare i conti prima di chiederceli per quaranta anni. Bene, lo cerchiamo, lo troviamo e lo manteniamo noi, per gli anni a venire, a vitto e alloggio gratis a Sollicciano, Opera o Rebibbia.

Che la vita oggi duri di più è una cosa meravigliosa. Non dobbiamo vergognarcene! Che cazzo te ne frega a te, sfigato di merda di un burocrate di merda, se io campo un anno di più? Perché lo devo regalare a te il mio semestre di vita aggiuntiva? Per quale ragione dovremmo campar meno? Per farti stare bene a te?

Via, via, via via, non voglio nemmeno sentire da lontano queste scemate.

PensioniPreparatevi a combattere, ancora una volta.

Dobbiamo farlo, per noi e per gli altri.

Ne andrà del futuro dei nostri figli.

Quando non ci saremo più.

Non potremo più farlo.

All’armi.

Ceppoduro

Terra del Sole

Estemporanea 2017

Terra del Sole (FC) è una località del comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), situata a meno di 10 km da Forlì. La località apparteneva fino al 1923 alla Toscana.

Domenica 12 Novembre si è svolta l’estemporanea.
Al mattino il clima era nebbioso poi il sole ha prevalso ed il pomeriggio è stato bello, caldo e luminoso.

Seguono alcune scene dell’estemporanea, con alcune opere da studio esposte dai partecipanti.

Terra del sole Terra del sole Terra del sole

Durante la manifestazione a Terra del sole

abbiamo potuto vedere delle belle opere scultoree del maestro Leonardo Lucchi di Cesena.

Ho notato i pavimenti nel palazzo ducale

Terra del sole

Magnifici.

Poi, alla fine, ecco i quadri prodotti durante la manifestazione .

Gianni Mori Antonio Civitarese

Silvio Papale Antonio Mazziale Simona Costa Max OddoneInteressantissima l’opera di Max Oddone (sopra). A parte i giochi di prole del titolo dell’opera “LINEE DI TERRA” con il nome del paese ospitante. L’artista ha giocato con le linee e le ombre, realizzando un dipinto privo di colori ma pieno di volumi. L’assetto urbano si snoda tra le linee della viabilità, delle luci, delle ombre sormontato e spezzato da cantoni, tetti, lampioni e piscetti.
Aproposito, chi mi sa dire cos’è e dov’è la linea di terra del suo quadro?
Bavo Max.

Teresa Chiaraluce Non sappiamo se i capperi crescano abbondanti nelle mura del castello del borgo, ma il suo fiore rappresentato in questo dipinto ci rallegra e ci piace molto.Roberta Petronio Altra opera interessante della giornata. Il pozzo che da dentro il palazzo viene riverberato all’esterno dalla luce della “Fogarena” il grande falò che sarà acceso nella piazza tra la chiesa ed il palazzo ducale. Linee essenziali e colori primari, un melange ben riuscito. Complimenti anche a Flavio Rossi. Susana Graciela Rastelli Particolarmente sintetica ed essenziale, l’opera sopra, una composizione fuori dall’ordinario ma con tutte le luci e le ombre al posto giusto.Giovanni Perna Lello Negozio Rouhani Fenek Fedeli Franco Susta

Maria Cristina Bigerna

Stefania NatalicchiTerra del sole sotto una luce lunare, molto coinvolgente. Qui sopra abbiamo apprezzato il contrasto tra il nome della cittadina e la sua reinterpretazione pittorica sotto una pioggia battente. Un bel contrasto, ben fatto.Antonio Altieri Giancarlo Arrigucci

Altro dipinto concettuale.

Si vede la “Fogarena” che assale l’edificio sul lato nord della piazza, trasformandolo in un cumulo di braci ardenti. Edificio che, tra l’altro, nessun altro pittore ha minimamente preso in considerazione, pur affacciandosi nella piazza principale, al pari della chiesa e del palazzo Ducale.
Ma Comunque Tanto fu il calore che anche il cielo si sciolse, spiovendo sul rogo cercando di fermarlo. Ma i resti del tetto, protessero l’interno dell’edificio che bruciando continuò ad alimentare la pira.

Anche il sole, impallidito si nasconde, proteggendosi dietro una nuvola.

(Ah, anche gli alberi a Dx sono fuggiti da Sx per il cumulo delle braci che si sono formate).

Giancarlo

La sinistra che perde

… continua…

La sinistra che perde.

Non finirò mai di stupirmi.
Dalema che rimette in sella Berlusconi con la bicamerale.

Monti che fa leggi che nemmeno Berlusconi aveva osato fare e Bersani che vota la fiducia al Jobs Act della Fornero.

la sinistra
Pierluigi Bersani

Renzi che vuol disfare la Costituzione, unica legge seria Italiana.

E l’Europa avida e lontana, e le banche, MPS, Etruria e Venete in testa, ma anche le BCC, che salteranno costrette a diventare SPA.

E poi il mostro Equitalia, risalito dagli inferi Danteschi, per fare ché? Quello che non riescono o vogliono fare con i grandi evasori, colpire i piccoli evasori, a volte, involontari. Araba Fenice che risorge ancora dalle proprie ceneri, più forte e malvagia di prima.

Gentiloni che chiede la fiducia su tutto e la chiede anche sulla legge elettorale.
Se ne prende il merito. Non fa sporcare le scarpe lustre alla destra, decide tutto lui.

la sinistra
Paolo Gentiloni

Ci vuole una legge che favorisca le coalizioni, noi di sinistra, che siamo per l’inclusione, siamo per coalizzarci, nell’interesse comune.

Ma l’interesse di chi?

Comune a chi?

A chi giova a la sinistra?

Cui prodest?

Ma alla destra. E’ ovvio.

“Gentiloni, fa un piacere a Berlusconi.

Che non voglia sdebitarsi ed un posto assicurargli!”

Come si fa, a sinistra, a fare una legge elettorale d’odio verso qualcuno? Qualcuno che dice le cose come stanno. Quelle cose che vorremmo tutti sentire da uno di sinistra. Che avremmo voluto sentire da tutta la sinistra, o anche solo da un pochina. Che avremmo voluto sentire ripetute alla radio, alla televisione o scritte sui giornali.

Niente!

Ma come si fa a fare una legge elettorale che favorisce la destra, che gli consegna il prossimo governo. Che a destra si coalizzano, mentre a sinistra si dividono. Già son pochi e si dividono. Come in Sicilia. Ma sul jobs act, no! Vai tutti compatti a votare la fiducia. Il Jobs Act, l’unica legge di destra mai passata in un parlamento a maggioranza di sinistra, a maggioranza Bulgara, data la precedente legge elettorale.

Ma non ti vergogni Gentiloni?

Ma non ti vergogni Renzi?

la sinistra
Matteo Renzi

e non vi vergognate voi? Bersani, Cuperlo e tutti gli altri allegri compagni di merende?

Lo so direte che non siete stati voi.

Non siete Stato, voi.

Voi siete il nulla, con una poltrona sotto il culo per non precipitare nel nulla in cui siete. Con un titolo (dis)onorevole per emergere dal nulla che vi permea.

Ma gli Italiani capiranno?

Forse no!

Se non siete in grado di capire voi, creme de la creme. Classe dirigente. Classe diligente agli ordini di alcuni.

Direi classe di merda.

Ma non lo dico, non voglio sporcarmi la bocca.

Classe politica

Ma ho trovato una foto.

Ceppoduro

Alla filanda

A Loro Ciuffenna

Alla filanda mostra di opere d’arte contemporanea, opere da studio.

Nella splendida cittadina Valdarnese, accanto al Ciuffenna che passa dentro il paese, c’è una vecchia filanda, ormai adibita a polo espositivo.

Un bellissimo luogo per esposizioni.

Vi si sta svolgendo, dal 2 al 12 Novembre 2017, una interessantissima esposizione.

Giudicate voi:

Opere esposte:

Inoltre potrete ammirare le

Creazioni di Aldo del Vita:

Qualcosa dei bambini:

e della bambina:

Anche come giuria popolare, votate e determinerete il vincitore.

Alla filanda

Mi raccomando andate a vedere anche la mostra, non costa niente, ma vale molto.

I quadri visti dal vivo sono molto meglio.

Qui potete ingrandirli cliccandoci sopra.

Più su ho detto andate a vedere anche la mostra perché se ci andate po potrete anche visitare la pieve di Gropina, che è a due passi dal centro abitato di Loro.

E potrete vedere il ponte sul Ciuffenna o le tante altre chicche di Loro, tutte da non perdere.

Loro Ciuffenna fa parte de “I Borghi più belli d’Italia“.

Alla filanda

Giancarlo